Si attendeva la reazione della Federazione dopo lo scandalo Fischer e tutto ciò che ne è conseguito negli ultimi giorni. La risposta è arrivata tramite il presidente Urs Kessler, che in conferenza stampa ha voluto spiegare la posizione della SIHF in merito alla questione e come intende procedere: “È importante trarre un insegnamento dagli errori commessi e guardare avanti. Il comportamento di Patrick Fischer è stato in contrasto con i valori a cui noi, come associazione, ci ispiriamo. Inizialmente abbiamo deciso di basare la nostra valutazione solo da un punto di vista giuridico, ma questo è stato ovviamente un errore da parte nostra. Abbiamo aperto un’inchiesta amministrativa gestita da un ente esterno per capire cosa sia successo e come si sia potuti arrivare a questa situazione. Siamo oggetto di critiche in questo momento, ma sono critiche che accettiamo. La nostra valutazione iniziale è stata troppo superficiale, dobbiamo ammetterlo. Non è un segno di debolezza, ma un primo passo per riacquistare la credibilità perduta”.
Non vogliamo dimenticare che Patrick Fischer è stato il miglior allenatore della storia della Nazionale svizzera
Il numero uno della Federazione si è poi sottoposto alle domande dei media, approfondendo la questione: “La squadra non ha avuto voce in capitolo in merito alla decisione, è stata una scelta presa dal CdA confrontandoci anche con Lars Weibel. Sono venuto a sapere per la prima volta della questione lunedì, quando lui e il responsabile della comunicazione mi hanno chiamato. In ogni caso l’indagine chiarirà cosa è successo”. L’attenzione si è poi spostata anche sull’ex coach: “L’ho sentito al telefono ieri, per me lui resta una persona molto importante. Continuerò sicuramente a stargli vicino”. Anche perché proprio i risultati ottenuti dal 50enne alla guida della Nazionale sono stati la ragione primaria per l’iniziale perdono: “Abbiamo discusso approfonditamente mercoledì con il CdA per capire cosa fare, perché sul piano sportivo separarsi da Fischer è stata una decisione durissima da prendere. Ma a livello etico non c’erano più i presupposti per continuare a collaborare”.
C’era ovviamente un forte legame tra Fischer e la squadra, ma ora vogliamo guardare avanti. Abbiamo scelto Cadieux e siamo convinti che sarà l’uomo giusto
Sulla SIHF pende ancora la spada di damocle dell’inchiesta portata avanti dalla Federazione internazionale in merito alla partecipazione di Patrick Fischer ai Mondiali 2021 e 2022, dove era necessario un certificato covid o una prova di guarigione entro 90 giorni dalla manifestazione. “Stiamo collaborando attivamente con l’IIHF, ma dovremo attendere i risultati dell’indagine per capire esattamente cosa sia successo. Non possiamo escludere alcuno scenario, però al momento dobbiamo attendere l’esito dell’inchiesta”. Il presidente poi ha voluto chiarire le motivazioni del dietrofront dopo l’iniziale assoluzione dell’ex coach: “Non si è trattato di un singolo elemento, la cassa di risonanza avuta da parte dei media, dei tifosi, degli sponsor e delle altre Federazioni (IIHF, Swiss Olympic) ci ha portato a tornare sui nostri passi e guardare più in profondità la questione”. E Urs Kessler non ha pensato alle dimissioni? “Capisco che quanto successo sia mia responsabilità, come associazione abbiamo sicuramente sbagliato nelle ultime 48 ore. Ma a 30 giorni dai Mondiali casalinghi lasciare la Federazione senza una guida sarebbe la cosa peggiore che potremmo fare all’hockey svizzero. L’obiettivo ora è provare a superare questa crisi e creare i migliori presupposti per un Mondiale da ricordare”.
Nazionale, Ivan Zippilli ospite in studio per parlare dell'esonero di Patrick Fischer (Telegiornale 15.04.2026, 20h30)
RSI Sport 15.04.2026, 20:11

Rete Uno Sport
Rete Uno Sport 17.04.2026, 12:50
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