dall'inviato a Zurigo Alessandro Tamburini
La finale è iniziata. È già anche finita? No. Perché solo sotto la bandiera a scacchi si vince un GP, non alla fine del primo giro. Però dopo una tornata si capisce già come potrebbe finire... Starà al Davos evitare che la corazzata Zurigo, perché tale è, navighi sicura fino al traguardo.
Sportellate. Emozioni. Cercare sorpassi. Mettere pressione. A ogni cambio. Gara-1 ha proposto un time-out di Del Curto dopo il vantaggio dei Lions. Ma è stata la reazione di Jan Von Arx poco dopo a dare la scossa. Ed il Davos ha preso a sportellate lo ZSC, lo ha quasi fatto deragliare. Prima che Marc Crawford, alias Marquez, guidasse la sua truppa al primo successo. Come un'Honda d'urto, un meccanismo perfetto dove ogni cambio va via liscio come un seamless.
Guardi la difesa dei Lions e sembra impossibile avere più cavalli dei leoni nel motore. Ma Arno è come Valentino, ha il fuoco sacro sempre acceso, innamorato della sua squadra, e riesce a trasmettere la sua energia, ad aggiungere benzina al motore. Ancora giovane però, da sgrassare in tanti ingranaggi in una finale dall'altissimo livello.
Al Davos dunque usare in gara-2 velocità, astuzia, cattiveria agonistica e sfruttare la scia per affiancare lo Zurigo. Fin dalla partenza. Aggredendo dalla prima curva.

