Uno sguardo al passato
Uno sguardo al passato (Ti-Press)

"Giocare all'aperto era l'attività principale"

Cereda e Chiesa ricordano l'hockey durante la loro gioventù

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L'emergenza coronavirus ha cancellato i playoff, ma ha permesso ai principali protagonisti della National League di riscoprire un hockey più fai da te, quello giocato nel garage o nel giardino di casa. Quali ricordi hanno della loro infanzia hockeistica Luca Cereda e Alessandro Chiesa? Lo abbiamo scoperto nel servizio di Rete Uno Sport di Omar Meshale.

In ogni momento libero l'hockey era il mio passatempo Luca Cereda

"Nel Bellinzonese avevamo un campionato che giocavamo nel piazzale delle scuole, ogni quartiere aveva la sua squadra e ci trovavamo il mercoledì pomeriggio per disputare le partite. Oggi si vedono pochi bambini giocare all'aperto, peccato perché è una possibilità per stare assieme, diventando più bravi tecnicamente e imparando anche a perdere", ha commentato con piacere e con un po' di malinconia l'attuale allenatore dell'Ambrì.

Ricordo con grande gioia i vari tornei di unihockey Alessandro Chiesa

Si è soffermato sui tempi passati anche il capitano del Lugano, che si ritiene fortunato ad essere cresciuto in una generazione che passava molte ore fuori di casa: "All'inizio non avevo ancora una porta da hockey, ma avevo una paletta da trasporto. Giocare all'aria aperta ha fatto crescere ancora di più in me la passione per questo sport. Fin quando i contratti ce lo permettevano ci giocavo spesso, ora per questioni assicurative non posso più".

 
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