Stanno per scattare i playoff di NHL, conquistati per la 22a volta consecutiva da Detroit. Nelle fila dei Red Wings in questa stagione si è distinto l'elvetico Damien Brunner, che ha dato un contributo tangibile con le sue reti alla conquista di un biglietto per la post season del campionato nordamericano.
Come rookie non di primo pelo, il 27enne zurighese si è difeso molto bene in questa sua prima stagione oltre Oceano, dove ha spesso giocato nella prima linea con il capitano della franchigia del Michigan, Zetterberg, e l'uomo assist russo Datsyuk. Per l'ex Zugo e Kloten la regular season si è chiusa con 12 reti (77o scorer della Lega) e 14 assist in 44 partite, per un totale di 26 punti (10 realizzati in powerplay) che lo piazzano al 129o posto nella classifica dei marcatori.
"In NHL è davvero tutta un'altra cosa rispetto al nostro campionato. Tutto è molto più grande", ha spiegato il numero 24. "Nel club ci sono più persone che svolgono lo stesso ruolo. Se da noi c'è un responsabile materiale e un dottore, in NHL ce ne sono tre per ruolo".
Un mondo che ruota tutto attorno al giocatore "in maniera che possa concentrarsi solo sull'hockey. Pensate per esempio che dopo ogni partita ti fanno già trovare l'auto accesa e riscaldata". Ma non è comunque facile imporsi: "Ho faticato a prendere il ritmo con i lunghi spostamenti, e bene ha fatto il coach a farmi riposare a un certo punto perché le energie erano ormai ridotte. Ma adesso sono pronto per i playoff".
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Il servizio di Giampaolo Giannoni con Damien Brunner
RSI Sport 28.04.2013, 14:46
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