Hockey

La stagione bianco e/o nera

L'editoriale di Alessandro Tamburini dopo l'uscita dai playoff del Lugano

  • 22.04.2021, 17:31
  • 5 maggio, 11:44
Una serie da dimenticare

Una serie da dimenticare

  • Ti-Press
Di: RSI Sport 

di Alessandro Tamburini

Bianco e nero, sono le due visioni della stagione del Lugano, dove ognuno può guardare il lato che preferisce. Bianco come il secondo posto in campionato, dopo 15 anni, le strisce vincenti del 2021 che non capitavano da venti stagioni, le magie di Arcobello, le reti di Heed spesso decisive, la capacità di reinventarsi competitivi in modo attivo, con Kurashev e Carr all'inizio, attingendo dai Rockets forze nuove con Haussener e Zangger poi. Dentro una stagione che resta complessa e atipica per tutti, tra quarantene e assenza di pubblico; un sapersi adattare e reinventare di continuo senza esperienze simili nel passato.

Nero come l'uscita in 5 partite col Rapperswil, senza mai da gara-2 trovare la soluzione per invertire la rotta, finendo per diventare il classico "nemico di sé stesso". Serviva uno psicologo, e forse è quanto è mancato, uno di quelli che non fanno miriadi di sessioni e ore di parole, ma di quelli che toccano i tasti giusti, tra orgoglio ed insicurezze. In fondo a Lugano questo sembra essere un problema che si trascina da anni, tra un Ireland "zen" con la resilienza in finale e pochi mesi dopo volubile e già alle corde prima del campionato, uno Shedden smarritosi presto nelle ombre dell'anima; e così via.

Bianco e nero, appunto, quanto a Lugano da anni si vive, con passione, in una realtà esigente, che nemmeno il composto Pelletier ha saputo equilibrare, così che le certezze si sono sgretolate in un amen col Rapperswil. Ed allora? Ed allora cambia poco dal recente passato, la ricetta sta nell'equilibrio e nella leadership, quella che Heed, Arcobello o Boedker non hanno saputo garantire nei playoff e che sarà da trovare in futuro, anche in un parco giocatori svizzeri che soprattutto in difesa ha lacune evidenti. Perché tra fare bene, e si è fatto bene, e vincere, c'è una differenza semplice. Bisogna avere qualità, essere convinti, sicuri, spavaldi; ma non di facciata. Per piacere e compiacere. Ma sul ghiaccio, nell'arena. Il resto sono solo parole. Lavoro, fame e leadership. A Domenichelli trovare le sorgenti giuste.

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Il commento di Paolo Laurenti (Radiogiornale 22.04.2021, 08h00)

RSI Sport 22.04.2021, 17:27

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NL playoff, il servizio su Lugano - Rapperswil (Telegiornale 22.04.2021, 12h30)

RSI Sport 22.04.2021, 17:40

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