Era il 25 maggio 2025, è passato praticamente un anno, ma quel gol dello statunitense Tage Thompson al 2’02” dell’overtime della finale dei Mondiali in Svezia fa ancora male. Forse addirittura anche di più di quello del finlandese Artturi Lehkonen al 3’23”, sempre del supplementare, lo scorso febbraio a Milano. Perché se alle Olimpiadi il cammino della Svizzera si era interrotto ai quarti, a Stoccolma i rossocrociati erano nuovamente arrivati a un solo passo, o meglio a un solo gol, dal titolo iridato. Titolo invece andato a quegli Stati Uniti che, scherzi del calendario, proprio stasera gli elvetici si ritroveranno di fronte alla Swiss Life Arena di Zurigo (in diretta su LA2, in streaming e su Rete Uno) nel loro debutto nella rassegna iridata casalinga. Come dichiarato da coach Cadieux dopo l’ultimo allenamento, quella di oggi non va considerata come una rivincita, ma una vittoria con gli americani, che sono anche campioni olimpici, lancerebbe ovviamente nel migliore dei modi il torneo degli elvetici.
Conosco bene Nico Hischier e Timo Meier perché siamo compagni di squadra nei New Jersey Devils, sarà divertente affrontarli
Paul Cotter, giocatore USA
Pure se ancora in attesa della sua punta di diamante Matthew Tkachuk - unico rappresentate della squadra che ha vinto l’oro olimpico tre mesi fa, al momento a casa sua per la nascita della primogenita e in arrivo a Zurigo solo il 19 maggio - e anche se i reduci dal trionfo dell’anno scorso sono solo due, Mason Lohrei e Isaac Howard, quella statunitense resta una formazione forte, temibile e difficile da battere. “Gli americani giocano in maniera molto veloce e molto fisica - ha spiegato Roman Josi - erano già una delle nazionali più forti al mondo, ma negli ultimi anni hanno lavorato moltissimo ed hanno fatto ulteriori passi avanti”.
Chi ci ha preceduti ci ha mostrato come vincere i titoli, perché non rifarlo?
Paul Cotter, giocatore USA
E che la scuola statunitense continui a sfornare talenti lo dimostra il fatto che uno dei giocatori più attesi al Mondiale è il 19enne James Hagens, settima scelta assoluta nell’ultimo draft e fresco di debutto in NHL con i Boston Bruins. Ma nella selezione a stelle e strisce c’è spazio anche per altri giovani. Come il 20enne Max Plante, figlio di Derek, che giocò proprio negli ZSC Lions nella stagione 2002-03 per poi vestire la casacca del Langenthal nel campionato 2007-08. “Non ho ricordi della Svizzera perché allora ero davvero troppo piccolo - ha confessato l’attaccante dell’Università del Minnesota - ma per me è veramente incredibile poter disputare un Mondiale nel Paese dove mio padre ha trascorso parte della sua carriera. Se sentiamo la pressione di dover difendere il titolo? Certo, ma siamo qui per quello. Questa squadra è ancora affamata e lo dimostrerà già stasera contro i rossocrociati”.

Mondiali, il gol di Thompson in Svizzera-Stati Uniti (25.05.2025)
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Milano Cortina 2026, il 2-1 all'overtime di Jack Hughes (LA2 Sport Live 22.02.2026, 14h10)
RSI Sport 22.02.2026, 16:56

Mondiali, l’intervista a Roman Josi (TG Notte Sport 14.05.2026)
RSI Sport 14.05.2026, 21:42







