La stagione del Lugano è già finita. Sono bastate quattro partite allo Zurigo per mandare in vacanza la compagine ticinese, battuta davanti al proprio pubblico per 2-1 dopo una prova decisamente più convincente di quella fornita in gara-3 e che avrebbe sicuramente meritato qualche cosa di più. Tornato quello delle prime due sfide della serie - non per quanto riguarda il line-up, ma per l’intensità e il cuore buttati sul ghiaccio - il Lugano si è dovuto arrendere ancora una volta all’efficacia sottoporta dello ZSC (anche se privo del top scorer Andrighetto uscito malconcio dalla partita di mercoledì).
Per l’occasione coach Mitell ha deciso di modificare tutti i terzetti offensivi e, soprattutto, di schierare a difesa della gabbia Van Pottelberghe. Mosse queste che sono sembrate dettate più dalla disperazione di dover dare nuovi impulsi alla squadra dopo la deludente gara-3, che non da esigenze tattiche. E le mosse hanno dato i frutti sperati ma solo dopo aver rischiato il patatrac dopo pochi secondi sull’incursione solitaria di Frödén. I bianconeri hanno riproposto l’intensità delle prime due sfide, ma per tutto il primo tempo hanno faticato tremendamente a rendersi veramente pericolosi dalle parti di Hrubec e così, dopo una lunga fase interlocutoria, fatta di veloci capovolgimenti di fronte e caratterizzata da pochissime interruzioni, un sanguinoso disco perso da Emanuelsson ha mandato in porta la coppia Malgin-Balcers per l’1-0 al 13’31”.
Costretti a rimontare, Thürkauf e compagni hanno cambiato marcia, ma solo a partire dal periodo centrale. Veloce, gagliarda, talvolta soffocante, la manovra del Lugano ha messo in difficoltà lo ZSC fino al meritato pareggio di Kupari, durante l’ottimo secondo powerplay di serata. La staffilata del finlandese al 30’24”, che ha sbattuto contro il ferro prima di andare ad insaccarsi vicinissimo al palo alla destra del portiere ceco ed uscire repentinamente dalla porta, ha costretto gli arbitri a una lunga revisione, che ha alzato parecchio la temperatura dei 6’733 della Cornèr Arena. Gli sforzi profusi non sono però bastati per andare alla seconda pausa in parità: ancora Malgin e ancora un errore individuale, questa volta di Van Pottelberghe, hanno permesso ai Lions di ritrovare il vantaggio al 33’49”. Da lì in poi il Lugano ha spinto sempre più nel tentativo di ricucire lo strappo, anche trascinato dal fragoroso pubblico di casa ma, nemmeno nel powerplay negli ultimi due minuti di partita, giocato a 6 contro 4, è arrivato l’acuto giusto per prolungare, se non la serie, almeno la partita. E così, si chiude in quattro sfide di playoff, la comunque buona prima stagione del nuovo corso bianconero.

A tutto hockey
A tutto Hockey 27.03.2026, 23:30

NL, l’intervista a Calvin Thürkauf (27.03.2026)
RSI Sport 27.03.2026, 22:49
Legato a Sport e Musica del 27.03.2026


