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Mitell è una scommessa vinta, Fazzini una certezza

La “rivoluzione” ha funzionato, ma gli stranieri hanno reso meno del previsto

  • 28 marzo, 10:35
Gruppo compatto

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Di: Andrea Torreggiani e Diego Medolago 

Si è chiusa tra gli applausi della Cornèr Arena la stagione del Lugano, e questo nonostante il 4-0 subito dallo Zurigo nei quarti dei playoff. Basterebbe questo per spiegare perché l’annata dei bianconeri (voto: 5) sia andata oltre le aspettative. Dopo il disastroso campionato 2024-25, l’HCL è riuscito a ricostruire una squadra competitiva e affamata, tornata ad essere acclamata dai propri beniamini. Steinmann (voto: 5-) è ripartito dalle fondamenta, affidando alla coppia Mitell/Hedlund (voto: 5+) una rosa fortemente rimaneggiata, ma capace grazie al sapiente lavoro del duo di compattarsi e, in poco tempo, crescere e divertire. Le basi sono state messe, con il tempo e con un pacchetto stranieri più performante il Lugano potrà continuare la sua scalata verso le zone nobili della National League.

Niklas Schlegel 5-: il suo rendimento, anche grazie a una squadra che l’ha aiutato molto di più, è nettamente migliorato rispetto alla passata stagione, tanto che il numero 34 è risultato il terzo miglior portiere della regular season sia come media di gol subiti (2,12) sia come percentuale di parate (92,98). Titolare indiscusso, ha fatto il suo anche nei playoff pur perdendo e di parecchio il confronto con il dirimpettaio Hrubec, chiudendo il campionato da riserva.

Joren van Pottelberghe 4,5: quasi un anno di pausa non è facile da smaltire e infatti il suo ritorno sul ghiaccio si è rivelato molto complicato. Ha commesso parecchi errori nelle sue prime apparizioni, ma non si è demoralizzato e continuando a lavorare a testa bassa è tornato su livelli più che sufficienti. Le sue statistiche alla fine sono risultate molto simili a quelle di Schlegel, ma come il compagno di reparto ha sul groppone una rete decisiva nei playoff.

David Aebischer 4: ha fatto un passo avanti, ma non ha ancora del tutto ripagato l’investimento fatto dall’HCL per portarlo alla Cornèr Arena. Gli è mancata soprattutto un po’ di costanza, visto che ha alternato parecchie prestazioni di buon livello ad altre meno convincenti. Ha chiuso terzo nella classifica del +/- in casa bianconera con un +15, ma può sicuramente dare ancora di più.

Santeri Alatalo 4,5: ha iniziato, come già accaduto in passato, il campionato con qualche difficoltà, ma è poi andato in crescendo ed è risultato, con 5 reti e 17 assist, il miglior difensore svizzero della squadra a livello di punti realizzati in regular season. Il suo +1 non è particolarmente brillante, ma rispetto al -23 della scorsa stagione il cambio di marcia è stato notevole.

Connor Carrick 4+: a livello puramente numerico non ha certamente deluso, ma sicuramente ci si aspettava che portasse sul ghiaccio più carisma e più intensità e che diventasse uno dei leader della squadra. Così non è stato, tanto che viene da chiedersi se le strade del Lugano e dello statunitense si divideranno nonostante un contratto valido anche per la prossima stagione.

Calle Dahlström 5-: il brutto anatroccolo si è trasformato in cigno. L’arrivo in panchina del connazionale Mitell, che in lui nutre grande fiducia e che l’ha fortemente voluto, ha permesso ai tifosi bianconeri di scoprire un Dahlström capace di ripulire il suo gioco e di far dimenticare la compilation di orrori dell’annata 2024-25. Il suo grande contributo alla squadra, unito a un notevole +15, gli ha permesso di conquistare un rinnovo biennale. Chi l’avrebbe mai detto?

Mirco Müller 5: semplicemente il miglior difensore svizzero del Lugano, e quanto sia importante lo si è visto durante le sei partite che ha dovuto saltare per infortunio. È vero, come altri non ha iniziato alla grande, ma ha velocemente ritrovato il suo ritmo di crociera. E ha pure segnato 3 gol, ciò che non gli succedeva dal campionato 2021-22.

Jesper Peltonen 5-: un’altra delle certezze della retroguardia bianconera, il migliore in assoluto tra i difensori dell’HCL con il suo +16. Anche se ha giocato qualche partita in attacco la sua produzione di reti è notevolmente calata rispetto alla scorsa stagione, ma non sono i gol quel che si aspetta principalmente da lui.

Brian Zanetti 4-: l’obiettivo dopo il suo arrivo dal Langnau era quello di entrare tra i primi sei difensori della squadra, ma non ce l’ha fatta a raggiungerlo e si invece spesso ritrovato a fare il settimo. Deve diventare più solido, ha le qualità per riuscirci.

Alessio Bertaggia 3,5: arrivato sul finire dell’estate nello scambio con Verboon, il 32enne non ha brillato. Fermo per diverso tempo a causa di una commozione cerebrale il numero 13 raramente è riuscito davvero a incidere, relegato spesso a 13o attaccante. L’energia e la voglia non sono mai mancate, la lucidità invece sì. Solo due reti poi sono troppo poche.

Lorenzo Canonica 5-: gli si chiedeva più concretezza in zona offensiva per fare quello step in più. Detto, fatto: 13 gol e un lavoro sporco encomiabile, di cui hanno giovato anche i suoi compagni di linea e che gli hanno fatto guadagnare il rinnovo. Peccato per la flessione post infortunio.

Einar Emanuelsson 5: arrivato in punta di piedi come “signor nessuno”, il buon Einar ha dimostrato di essere invece un bell’innesto. Motorino inesauribile, ha portato vivacità ed energia in un reparto stranieri spesso abulico. E per uno che non è uno scorer di razza, sette reti sono parecchie.

Luca Fazzini 5,5: reduce dalla sua miglior stagione in termini di gol il “Fazz” ha alzato la posta in gioco, prendendosi il titolo di miglior svizzero a livello di punti con 16 gol e ben 31 assist. Oramai non è più solo uno scorer, ma è diventato un vero e proprio all-rounder. Indispensabile per questa squadra. Chiude anche lui come tanti altri in calando.

Rasmus Kupari SV: quattordici minuti di gioco il 9 settembre a Friborgo, poi cinque lunghi mesi d’inattività per i postumi di una commozione cerebrale. Rientrato in punta di piedi, nelle ultime partite ha fatto vedere lampi di classe, velocità e potenza. Potrebbe essere l’acquisto più importante del prossimo campionato.

Giovanni Morini 4+: ormai le qualità dell’italiano si conoscono e il suo ruolo in squadra è ben definito. La quarta linea bianconera è una delle migliori del campionato anche perché può contare su giocatori come lui.

Linus Omark 4,5: ci ha messo un po’ a rimettersi in moto dopo diversi mesi d’inattività, ma una volta tornato in forma lo svedese ha dimostrato che anche a 39 anni è uno degli stranieri di maggior classe della National League. La sua esperienza a Lugano si è chiusa proprio quando stava decollando, con una modalità d’uscita poco chiara (leggasi ritiro... per poi finire al Lulea).

Aleksi Peltonen 4+: sembrava essere finito fuori rosa, poi una volta richiamato in squadra si è pian piano ritagliato un ruolo sempre più importante, fino a strappare il rinnovo di contratto. Gran pattinatore al servizio della squadra, ha aggiunto anche un bottino niente male di 5 gol e 11 punti totali.

Brendan Perlini 3: il suo acquisto aveva fatto storcere più di un naso dopo le esperienze non esaltanti ad Ambrì e Losanna, e il numero 96 non ha fatto nulla per far cambiare idea agli scettici. Fumoso e leggero nonostante il fisico imponente, non si è praticamente mai visto. E infatti è finito sempre più ai margini. Non verrà rimpianto.

Zach Sanford 5+: arrivato a Lugano in sordina, fino alla pausa olimpica ha mostrato qualità che alla Cornèr Arena non si vedevano da tempo. Mani fatate unite a una visione di gioco sopraffina, è quasi impossibile togliergli il disco. Ha dovuto tirare la carretta per diverso tempo ed è arrivato ai playoff in riserva, in ogni caso un acquisto più che azzeccato.

Jiri Sekac 3: in due anni il Sekac ammirato a Losanna si è visto solo a rarissimi sprazzi. Sul ghiaccio si fa notare per il fisico e la grinta, ma anche per giocate scellerate e penalità sciocche. Arrivato con la fama di “uomo playoff”, nel momento del bisogno questa sua qualità non si è mai vista.

Mike Sgarbossa 3,5: una delusione. Non tanto sul piano statistico (18 punti, di cui 9 gol, in 27 partite non sono niente male) bensì su quello umano, motivo per cui era stato voluto fortemente dal GM. Attitudine rivedibile, dichiarazioni da dimenticare. Ceduto al Berna a metà stagione, non ha lasciato il segno neppure lì.

Dario Simion 4+: i suoi 15 gol li ha comunque messi a segno, ma la sensazione è che gli manchi sempre qualcosa per essere davvero determinante. Ha avuto un momento di grande forma prima delle Olimpiadi, ma prima e dopo ha alternato buone partite ad altre da dimenticare. E nei playoff è definitivamente sparito.

Ramon Tanner 4,5: altra bella presa di Steinmann. Dal provino estivo fino al rinnovo biennale, il 26enne si è ritagliato un ruolo importante in squadra con giocate di qualità e intelligenza tattica superiore alla media. Utile anche per la sua duttilità che gli permette di giocare sia all’ala che al centro, può forse fare di più a livello realizzativo (soli 2 gol segnati).

Calvin Thürkauf 5-: dopo una stagione stellare e una sotto le aspettative, il capitano sembra aver trovato la sua velocità di crociera. Fisicamente straripante, al solito grande lavoro a tutta pista ha aggiunto pure 15 reti che gli hanno regalato una convocazione alle Olimpiadi. Una certezza per Mitell e per i suoi compagni, seppur anche lui sia calato vistosamente dopo i Giochi.

Marco Zanetti 4+: sono cambiati spesso i suoi compagni in quarta linea, ma lui è sempre rimasto lì. Questo perché con la sua velocità ed energia è imprescindibile per il gioco che vuole l’allenatore dal suo bottom-six. E infatti è arrivato anche il rinnovo di contratto.

Beglieri, Guerra, Meile, Togni, Besanidis, Cormier, Henry, Lee, Valk: SV

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A tutto Hockey 27.03.2026, 23:30

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