di Piergiorgio Giambonini
Mentre in tutte le nazioni top dell'hockey europeo si è finora continuato a giocare regolarmente, pubblico compreso, il disco su ghiaccio elvetico affronta la sua seconda settimana di stop totale senza ancora sapere come e soprattutto se andare avanti. Possibile e fors'anche probabile che una decisione definitiva - Consiglio Federale permettendo - venga presa domani, martedì 10, con qualche giorno di anticipo dunque su quanto inizialmente ipotizzato dai club di National e di Swiss League.
Questo perché sembra esser stata esclusa una delle tre varianti sul tavolo, quella cioè di rinviare ulteriormente l’eventuale ripresa dell’attività agonistica. A questo punto si tratta insomma di decidere se chiuderla qui e arrivederci a settembre, oppure rinunciare agli spettatori, nella consapevolezza che con ogni probabilità si dovrà giocare fino in fondo a porte chiuse.
Che dire allora? Soprattutto una cosa: la decisione ormai imminente da parte dei club sarà dettata da parametri essenzialmente (leggi pure esclusivamente) economici. Su un piatto della bilancia, le ipotetiche mancate entrate dovute all'esclusione del pubblico. Sull'altro invece le "penali" che si rischia di dover versare a chi paga decine di milioni per teletrasmettere i playoff, e vorrebbe assolutamente farlo, dunque UPC e SRG. Senza dimenticare la pressione degli sponsor, che mal digerirebbero - immaginiamo - un improvviso e totale "oscuramento" del prodotto hockey. Fatti i conti, insomma, si deciderà per il minore dei mali. E allora la sensazione (chiamiamola pure certezza…) è che martedì 17 si tornerà a giocare a hockey, e tutti noi saremo lì pronti e caricati ad accedere tv e radio.
Ovviamente ad altissimo rischio sono, intanto, i Mondiali di Zurigo e Losanna (8-24 maggio), ma su questo fronte e in un contesto ovviamente completamente diverso, è se non altro già emersa un'ipotesi sportivamente ed economicamente sostenibile, ovvero quella di annullare sì l'edizione 2020, spostando però avanti di un anno l’intero pacchetto di tornei iridati, peraltro già tutti assegnati fino al 2026.
Staremo a vedere, anche perché per una decisione sui Mondiali 2020 la IIHF intende aspettare fino a metà aprile, e può tutto sommato permettersi di farlo. La National League evidentemente no.
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