di Ariele Mombelli
Otto sconfitte di fila e dieci nelle ultime undici partite. Bastano questi dati per inquadrare il momentaccio che sta vivendo l'Ambrì, lontanissimo parente di quello ammirato nella primissima parte di stagione. Esattamente come lo scorso anno, quando, dopo una partenza a buoni ritmi, i biancoblù si sciolsero come neve al sole. Rispetto al passato c'è però una grossa differenza, rappresentata dalla qualità del roster a disposizione dello staff tecnico. Sicuri che basti tornare alle basi dell'hockey? Se ne saprà di più dopo una pausa a questo punto decisamente benvenuta.
--- I.Dotti: aveva iniziato la stagione con qualche errore, probabilmente nascosto dagli ottimi risultati ottenuti dalla squadra. Ora che ad Ambrì sembra funzionare poco o nulla, gli errori si sono trasformati in orrori. Nel weekend appena concluso si fa spesso prendere in velocità e trovare fuori posizione. Il suo è proprio un momento complicato.
-- Chlapik, Shore e McMillan: nella scorsa stagione le colpe sono spesso e giustamente ricadute sul rendimento insufficiente degli stranieri, oggi le qualità sembrano altre eppure... eppure qualcosa sembra non funzionare. Dai tre citati, tra l'altro riuniti in un'inedita linea contro lo Zugo, ci si aspetta una netta inversione di tendenza.
- Cereda e Duca: da quando sono in carica, l'Ambrì non aveva mai perso otto partite di fila. È successo nell'anno in cui, per loro stessa ammissione, la qualità del roster è aumentata. Stando alle dichiarazioni, la colpa però è solo della squadra, definita "troppo bella" e prontamente chiamata a tornare a metterci la "disperazione necessaria". Ripeterlo in continuazione non è che inconsciamente porti a pensare di essere più deboli di quello che si è realmente?
* Juvonen: nonostante sia stato abbandonato al suo destino, resta LA certezza dell'Ambrì e lo ha dimostrato anche nell'ultima settimana, nella quale ha perlomeno evitato il tracollo immediato della squadra contro il Rapperswil. Con lui in porta i biancoblù aumentano la loro probabilità di vittoria: ad oggi non è poco. L'alternanza con Conz continuerà?


