Hockey

Seger, parola di capitano

“Più solidi e creativi contro la Finlandia”

  • 16.05.2014, 11:32
  • 4 maggio, 13:20
È il suo sedicesimo Mondiale

È il suo sedicesimo Mondiale

  • Keystone
Di: RSI Sport 

dall’inviato Piergiorgio Giambonini

MINSK Un anno fa a Stoccolma aveva raggiunto Petteri Nummelin a quota 15 Mondiali. Ora Mathias Seger – 36 anni compiuti a dicembre e per la prima volta rossocrociato nel lontanissimo 1998 a Zurigo e Basilea, quando ancora giocava nel Rapperswil – di quel record è diventato detentore solitario. Neanche il tempo di festeggiare e consegnare agli archivi il 5° titolo conquistato con il suo ZSC, e il capitano dei Lions e della Svizzera alle spalle s’è messo anche la partita numero 300 in nazionale e quella numero 100 ai Mondiali.

Che in questa prima settimana di torneo si sia stati più volte tentati di dire (e che comunque lo si sia pensato) che questo per Seger potrebbe essere il fatidico grande torneo di troppo, è pur vero: vero è però che lo si era già detto (o pensato) un paio di volte in passato, salvo poi farsi puntualmente smentire dagli eventi, e che – soprattutto – di uno con la sua attitudine e la sua personalità, la sua voglia di lavorare e di esserci, e ovviamente la sua enorme esperienza, di esempi come lui insomma, c’è sempre e comunque bisogno come del pane.

D’altra parte, quando si dà un’occhiata alla significativa statistica individuale, ci si accorge che dopo quattro sofferte partite, solo due difensori non sono in passivo, e sono Weber e appunto Seger, fermi entrambri a 0. Gli altri, ahiloro, passano dal -1 di Kukan, Grossmann e Ramholt, al -2 dello sfruttatissimo Josi e di Schlumpf, e addirittura al -4 di Blum. Col capitano di lunghissimo corso (fascia ereditata dal ben più “lunatico” per quanto sicuramente più geniale Streit), facciamo allora brevemente il punto alla situazione in vista dell’ennesimo confronto decisivo, stavolta contro la Finlandia – reduce da parte sua da due vittorie “a zero” contro Germania e Bielorussia – ed anche stavolta evidentemente senza alternative alla vittoria.

La vittoria sulla Germania

“Quello di mercoledì è stato un successo evidentemente importantissimo, sofferto ma alla fine meritato. È stato però solo un successo, il primo di quelli che ci servono d’ora innanzi. Quei tre punti sono fondamentali perché ci tengono in corsa, ma la prestazione in sé ha tutto sommato confermato che ancora non siamo dove vorremmo e dovremmo, e di questo ne siamo consapevoli noi giocatori per primi”.

La sfida con la Finlandia

“Si riparte dalla stessa identica situazione di prima: dobbiamo vincere, e conta solo quello. È comunque chiaro che contro i finlandesi occorrerà una prestazione collettiva sicuramente migliore: battendo la Germania abbiamo fatto anche un pieno di fiducia, ed ora dobbiamo sfruttarla a fondo per riuscire a fare un salto di qualità a livello di gioco”.

I punti da migliorare

“Difensivamente dobbiamo essere più solidi e costanti, agire di più come un quintetto compatto, e questo non è successo a sufficienza nemmeno contro i tedeschi, mentre offensivamente è chiaro che occorre creare molto di più. Questo non significa giocare in maniera più “attrattiva”, bensì più semplice: andare di più sulla porta, e trovare le vie più dirette per farlo”.

Un lungo playoff

“Questo Mondiale per noi è diventato né più né meno che una serie di playoff in cui ti ritrovi sotto 0-3, e adesso siamo ancora sotto 1-3... Ripeto: possiamo e dobbiamo solo vincere, e le vittorie non te le danno le partite “belle” ma il lavoro duro per sessanta minuti”.

Le interviste

  • Il servizio con Mathias Seger (Rete Uno Sport 16.05.2014, 08h15)

    RSI Sport 16.05.2014, 11:18

  • Il servizio con Kevin Romy (Rete Uno Sport 16.05.2014, 12h30)

    RSI New Articles 16.05.2014, 18:04

  • Il servizio con Olli Jokinen (Rete Uno Sport 16.05.2014 17h35)

    RSI Sport 16.05.2014, 20:41

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