dall’inviato Piergiorgio Giambonini
MINSK C'è modo e modo di perdere una partita, si era scritto dopo il pesante KO rimediato venerdì pomeriggio. E se il modo in cui si era perso dalla Russia era stato in tutto e per tutto umiliante, la maniera in cui è maturata la sconfitta contro gli Stati Uniti è stata invece fonte, a caldo, di frustrazione. Due diversi tipi di rabbia, anche. Quella dettata dalla controprestazione più o meno collettiva che aveva accompagnato, a livello sia di assetto di gioco sia di attitudine, la prima esibizione rossocrociata, e quella maturata per contro in una serata affrontata e gestita su ben altre basi e che, proprio per quanto fatto, avrebbe dovuto pagare ben altro premio.
Ma i linesmen hanno deciso altrimenti: non erano per niente facili da valutare, le posizioni sul filo del fuorigioco prima di Schäppi e poi di Romy, perché è stata in entrambi i casi una questione di millimetri – nel primo anzi di pattino appoggiato o meno sul ghiaccio – ma in entrambi i casi i linesmen (pc: il canadese Carlson e il russo Raming) hanno preso la decisione, ahinoi, sbagliata. Erano insomma regolari sia quello che sarebbe stato il 3-2 di Rüfenacht al 48’44’’, sia il successivo 3-3 di Moser al 54’22’’. E invece a conti fatti, e dopo esser stati due volte in vantaggio, tra le mani i rossocrociati si sono ritrovati solo il danno e la doppia beffa. O meglio: il danno della doppia beffa.
Nello spogliatoio elvetico tutti, a cominciare dal coach Simpson (che non è uno cui piaccia lamentarsi degli arbitri, ed in effetti non lo fa praticamente mai), hanno parlato di furto bello e buono. Tutti, però, hanno poi sottolineato come la prestazione comunque fornita sul campo sia stata l’attesa reazione e la miglior risposta al fallimentare esordio, e debba ora essere la base di (ri)partenza di un Mondiale che per la Svizzera diventa a questo punto già un lungo playoff verso i… playoff. Bielorussia lunedì (15.45), Germania mercoledì (15.45) poi – dopo la Finlandia venerdì sera – Kazakistan sabato (19.45) e Lettonia martedì prossimo (15.45): queste sono le quattro partite da vincere una dopo l’altra per approdare ai quarti di finale. Né più, né meno.
Si può e si deve solo guardare avanti, insomma. Ma ora lo si può fare con la consapevolezza di aver visto contro gli USA un chiaro e convincente (pur se non ancora vincente) crescendo collettivo: ottimo Berra tra i pali; molto bene stavolta anche difensivamente la linea di Brunner, Romy e Moser firmataria del 2-1; più sicuro e autoritario l’imprescindibile Josi e molto più presente pure la linea di Cunti (per quanto di nuovo a corrente troppo alternata), Hollenstein (autore dell’1-0 arrivato ad interrompere quasi 240 minuti di astinenza da gol!) e il giovanissimo quanto intraprendente Fiala. E allora non possiamo che augurarci che il resto seguirà.
Le dichiarazioni di Sean Simpson (Sport Radio 11.05.2014, 10h00)
RSI Sport 11.05.2014, 12:35
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