dall’inviato Piergiorgio Giambonini
MINSK Dopo una partita persa come la si è persa contro la Russia, “sorvolati” a tutta pista, ed a tutta pista incapaci di sistemare equilibri difensivi e creatività offensiva, più che le parole – peraltro inevitabilmente scontate e di circostanza – contano e conteranno i fatti. E per quelli occorre dunque aspettare, come minimo, qualche ora… Nell’attesa allora degli Stati Uniti, usciti in carrozza (6-1) dall’esordio contro la Bielorussia e i suoi 13.600 tifosi, ecco comunque cos’ha detto Reto Suri dopo lo 0-5 di ieri sera.
Il disastro iniziale: “Il gol incassato dopo appena 13 secondi ci ha molto innervositi, e ad una partenza falsa del genere contro un avversario forte e motivatissimo è davvero dura trovare rimedio. Chissà, se fossimo rimasti più a lungo in partita magari sarebbe potuta andare diversamente… Anche sullo 0-3 (17’, ndr) ci abbiamo comunque provato, e un paio di belle occasioni ce le siamo pure create. In ogni caso saremmo dovuti essere più concreti e diretti, cercare di più la loro porta, invece di cercare sempre il passaggio…”.
216 minuti senza segnare: “Il gol ci manca ormai da tre partite e mezza, è vero, ma non dobbiamo continuare a pensarci troppo. Dobbiamo, invece, pensare solo a mandare il disco verso e dentro la porta avversaria: se insisti prima o poi ce la fai, e quando quel disco finalmente entrerà, poi ne entreranno altri. In fondo sono i piccoli dettagli a fare le grandi differenze: lo scorso anno segnavamo quasi con ogni tiro, e magari anche con un po’ di fortuna, mentre in questo periodo non ce ne va bene una, e allora dobbiamo solo trovare il modo di sbloccarci, e ovviamente crederci e continuare a provarci”.
Subito di nuovo in pista: “Difficile dire se sia un bene o un male tornare subito in pista per un’altra partita, forse lo è o forse no, è il solito discorso in ogni torneo. Fatto è che dobbiamo giocarla, questa partita con gli USA, e che quindi dobbiamo essere pronti fin dall’inizio, facendo tesoro delle indicazioni avute contro la Russia e ripartire da lì, dalle piccole cose. Il Mondiale è ancora lungo, e sapevamo che sarebbe stato difficile: sulla strada verso i playoff ci aspettano altre sei partite, e allora dobbiamo archiviare la prima e pensare solo alla prossima”.
Gli obiettivi: “Forse qualcuno ha perso il senso della realtà, visto che si continua a sentir parlare di finale, di medaglie, addirittura di oro, e ci si dimentica che l’argento di Stoccolma all’hockey svizzero mancava da quasi ottant’anni o giù di lì. No, l’obiettivo deve sempre essere quello di fare un piccolo passo alla volta: semplice ma fondamentale. E allora il KO incassato contro la Russia forse è davvero la sveglia che ci voleva per riportare tutti con i piedi per terra e per ricordare cosa e quali siano le nazioni “top” e il livello di un Mondiale”.
Il servizio con Thomas Rüfenacht (Sport Radio 10.05.2014, 12h50)
RSI Sport 10.05.2014, 15:28
Contenuto audio

