Peggio di così il Lugano non poteva lanciare il play-in. Tre battute d’arresto, una peggio dell’altra. Sfortunato contro il Friborgo, senza appello a Bienne e col Rapperswil. Il powerplay non funziona e la difesa fa acqua. Urge ritrovarsi.
--- il powerplay: contro Kloten, Friborgo, Bienne e Rapperswil, 13 sono state le occasioni in cui il Lugano ha giocato con almeno un uomo in più. Reti: 0. Visto che la matematica non è un’opinione, questo basta per spiegare i (soliti) problemi del powerplay bianconero in uno sport, l’hockey, in cui i dettagli possono fare la differenza.
-- gli errori individuali: gli errori individuali sono spesso frutto, o logica conseguenza, di una cattiva attitudine. Nel caso di Hausheer, contro Friborgo, Bienne e Rapperswil, possiamo classificarli, si spera, in peccati di gioventù. I suoi compagni però non hanno nessuna scusante: se si vuol far strada bisogna accendere la modalità “playoff”.
- Mikko Koskinen: si inceppa sul più bello. Dieci gol subiti nelle due partite più importanti della stagione sono troppi. Certo, non è aiutato dai suoi compagni, ma soprattutto a Bienne ha mostrato scoraggianti segnali di cedimento. Il portiere finlandese non deve mollare proprio ora che in Ticino è ai titoli di coda.
* la speranza: quella, è l’ultima a morire. Ma “chi visse sperando, morì non si può dire” cantavano i Litfiba. Il Lugano ha comunque la possibilità di centrare i playoff, e questo era l’obiettivo minimo a inizio campionato. Dovrà però cambiare marcia, ispirandosi al suo condottiero, Capitan Thürkauf, che ha chiuso la sua personale regular season con (60) punti in 52 partite. Dietro peggio di così è difficile fare, mentre i rientri di Fazzini e Marco Müller daranno qualche opzione in più in attacco. Che bisogna però saper sfruttare.
Legato a Rete Uno Sport del 05.03.2024, 07h15






