Qualche spettatore in più
Qualche spettatore in più (Ti-Press)

Un critico Lugano apre i cancelli al pubblico

Saranno sorteggiati 30 tifosi e 20 persone tra sponsor, hospitality e gruppi di sostegno

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Il Lugano riaprirà i cancelli della Cornèr Arena per 50 spettatori a partire dal prossimo incontro casalingo e lo farà estraendo a sorte 30 tifosi tra i detentori di una tessera stagionale e 20 persone rappresentanti degli sponsor, dell’hospitality e dei gruppi di sostegno finanziario alla società. È una soluzione però per nulla congeniale al club bianconero, che nel suo comunicato ha chiaramente espresso tutto il suo disappunto: "Pur comprendendo la fragilità dell’attuale situazione sanitaria, l’Hockey Club Lugano ritiene quanto deciso mercoledì scorso dal Consiglio Federale in merito all’ammissione alle partite di un massimo di 50 spettatori a partire da oggi un affronto al proprio impegno, alla propria serietà e a quella delle altre organizzazioni sportive professionistiche svizzere".

L’Hockey Club Lugano ha seriamente valutato l’opzione di rinunciare completamente alla presenza di spettatori in occasione delle prossime partite alla Cornèr Arena

"Stabilire la cifra assoluta di 50 persone senza considerare la capienza in posti seduti dell’infrastruttura in cui si svolge l’evento rappresenta per l’HCL una nuova dimostrazione della scarsa sensibilità dell’autorità politica federale verso lo sport in epoca di pandemia", si legge ancora nel comunicato. "Dopo aver di fatto vietato alle società sportive di svolgere la propria normale attività, dopo aver imposto costosi piani di protezione poi vanificati dalle restrizioni messe in atto nelle settimane successive e dopo aver dato vita ad aiuti a fondo perso - le cui lungaggini legislative e burocratiche impediscono tuttora ai club sportivi di poterne beneficiare - il Consiglio Federale parifica oggi la situazione di infrastrutture sportive con una capienza di migliaia di posti a quella di spazi di piccole dimensioni dove si tengono eventi riservati a poche decine di persone. Un vero schiaffo agli sforzi economici profusi da aziende che danno lavoro a centinaia di persone già penalizzate dalle restrizioni imposte a settori come la ristorazione e l’hospitality che ne costituiscono un importante fonte d’introito. Una vera delusione per migliaia di appassionati tifosi".

 
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