Progetto e continuità sono termini di cui nel mondo dello sport spesso ci si riempie la bocca, salvo poi sconfessarli al primo inciampo. Per portarli avanti con coerenza servono insomma anche una buona dose di coraggio, di pazienza e di supporto, agli uomini ed alla loro filosofia. Spesso giustamente accusato di bruciare allenatori ed idee con troppa facilità, con Tomas Mitell ed il suo staff il Lugano sembrerebbe invece stavolta aver fatto bingo ed allora la mossa di allungare di un’ulteriore stagione un contratto già valido fino al 2027, appare tutto fuorché un azzardo dettato dall’euforia del momento.
È una scelta saggia, che garantisce appunto continuità ad un progetto apparso subito solido e molto presto anche vincente. Ma che a pensarci bene è ancora in una fase embrionale, perché l’arrivo del tecnico svedese alla transenna – di pari passo con quello di Steinmann nel ruolo di GM – è avvenuto col Lugano attuale che almeno in parte è ancora figlio della gestione precedente e delle sue scelte.
Per trasformarlo a tutti gli effetti nel Lugano di Mitell ci vuole ancora un po’ di tempo, specie sul fronte stranieri le correzioni per perfezionarlo hanno margini importanti e quindi ecco che proprio la stagione 2027-28 potrebbe diventare a tutti gli effetti quella in cui vedremo sul ghiaccio in tutto e per tutto la squadra voluta e costruita da questo staff. Che intanto ha già conquistato giocatori, dirigenza e tifosi con la propria educata pacatezza, la chiarezza delle idee e la coerenza con cui le sta portando avanti. Erano anni che la Cornèr Arena non brulicava più così di entusiasmo per l’hockey proposto prima ancora che per i risultati ottenuti: ci sono insomma fondamenta molto solide per provare a costruire anche qualche sogno audace. Inimmaginabile fino allo scorso maggio.
Il commento di Omar Gargantini (Rete Uno Sport 05.01.2026, 18h30)
RSI Sport 05.01.2026, 18:13
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