Olimpiadi - hockey

Che si sia tratto insegnamento da quanto (non) fatto dalla Svezia?

L’esordio è okay ma ci sono margini di miglioramento, anche per l’arbitraggio

  • Un'ora fa
Buona la prima

Buona la prima

  • Keystone
Di: Ariele Mombelli, inviato

Come in occasione dei Mondiali, anche per le Olimpiadi abbiamo deciso di commentare le partite della Svizzera seguendo tre spunti. Partiremo dall’episodio decisivo del confronto (Highlight), passando per il giocatore che, per un motivo o per l’altro, più si è messo in evidenza (Top player) e concludendo con la curiosità o la riflessione di giornata (Time out).

Highlight
Non serve rifletterci molto. Considerata la modestia dell’avversario - una Francia sì combattiva, ma comunque limitata rispetto alle forze presenti a questi Giochi - è l’inizio lampo della Svizzera a risultare decisivo nell’economia della partita. Ed è stata brava, in questo senso, la Nazionale di Fischer ad approcciare con l’attitudine e l’intensità giusta il confronto, già segnato dai due gol nel giro di 03’06” di Riat e Moser (da rivedere, quest’ultimo). E chissà, magari, che non si sia tratto insegnamento proprio da quanto (non) fatto dalla Svezia ieri, palesemente distratta contro l’Italia ad immagine e somiglianza della figuraccia del portiere Gustavsson che ha spianato la strada per l’1-0 degli Azzurri al 4’14”. Tutto bene, insomma, anche se poi, soprattutto nel secondo tempo, certi errori dovuti ad un’intesa da migliorare e a scelte personali sbagliate (Fora) avrebbero potuto dare vita ad un’altra partita. Ecco, quelli saranno assolutamente da evitare, già a partire da domani.

Top player
Sono pochi, all’onor del vero, i giocatori in grado di mettersi in luce rispetto ad altri. Per le caratteristiche di pattinaggio e per gli spunti che sa costantemente offrire in fase offensiva, che lo hanno reso tra i difensori più produttivi dell’intera NHL, è impossibile non notare Josi, anche se - a volte, assist sul 3-0 chiaramente a parte - pure lui tende a voler strafare scegliendo strade che non portano a nulla. Forse, per quanto detto sopra, il risultato “in cassaforte” non aiuta: come lui, l’intera squadra tende a cercare la bella giocata piuttosto che quella semplice ed efficace. Una via, questa, che ha invece caratterizzato da subito la partita di Andrighetto, rimasto sì fermo al palo in termini di reti, ma parso già a suo agio nel terzetto completato da Malgin e Niederreiter e, soprattutto, pronto a colpire dalla sua mattonella in powerplay.

Time out
Si sono disputate solo tre partite in questa Olimpiade e la sensazione è che bisognerà abituarsi a degli arbitraggi senza una linea comune, perlomeno tra le diverse partite. Già perché ieri nella già citata sfida tra Italia e Svezia agli Azzurri sono stati risparmiati diversi interventi quantomeno al limite, mentre oggi in Svizzera-Francia i rossocrociati (Fora e Bertschy su tutti) si sono ritrovati sulla panchina dei penalizzati per dei cross-check decisamente blandi. Detto che a risultato praticamente acquisito, perdipiù contro una squadra più debole, restare disciplinati e impuniti deve rappresentare un obiettivo, è chiaro che la direzione di gara dovrebbe perlomeno avere una linea chiara. Sinora non è stato così.

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00:58

Milano Cortina 2026, il 2-0 di Moser in Svizzera-Francia (Sport Live 12.02.2026, 12h10)

RSI Sport 12.02.2026, 12:23

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00:53

Milano Cortina 2026, il 3-0 di Meier in Svizzera-Francia (LA2 Sport Live 12.02.2026, 12h10)

RSI Sport 12.02.2026, 14:27

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01:02

Milano Cortina 2026, il servizio su Svizzera-Francia (Studio olimpico 12.02.2026)

RSI Sport 12.02.2026, 15:36

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