A Bormio, di certo, c’è solo la gloriosa pista Stelvio. E non è poca cosa visto che l’oro inaugurale a Milano Cortina 26 verrà assegnato per la prima volta su uno dei più importanti tracciati della Coppa del Mondo, secondo solo a Kitzbühel e Wengen insieme a Val Gardena e Beaver Creek. Questo per quel che riguarda discesa e super G, mentre nella seconda settimana, quando si svolgeranno le gare tecniche, il discorso potrebbe cambiare. La pista è stata preparata in modo ottimale nelle scorse settimane con acqua e neve artificiale per creare il classico fondo duro che ci vuole in questo tipo di competizioni. La nevicata della giornata di ieri, che ha imbiancato il paesaggio al nostro arrivo in Valtellina, con conseguente innalzamento delle temperature ha sparigliato un po’ le carte degli organizzatori, che si sono ritrovati per il primo allenamento con una neve leggermente più molle che velocemente si è deteriorata al passaggio degli atleti. Nei prossimi giorni le condizioni dovrebbero però progressivamente migliorare e la pista, su cui Dominik Paris detiene il record di vittorie (6) e su cui invece Marco Odermatt non ha mai vinto (perlomeno in discesa), presentarsi nelle migliori condizioni.
Ma questa è appunto, al momento, l’unica certezza, per quanto soggetta ai capricci del cielo. A Bormio, oltre alle ormai note infrastrutture rimaste incompiute - vedi tangenziale di Tirano o la nuova cabinovia - ma che comunque vedranno la luce a partire dal prossimo anno, anche a livello organizzativo sembrano esserci diverse lacune. Nella zona dell’arrivo c’è tutto un lavorio di volontari che spostano transenne, spalano neve, attaccano insegne e cercano di capire - anche loro - chi può accedere a determinate zone e chi no. In sala stampa ci sono acqua, caffè e tè a disposizione in comodi dispenser... ancora vuoti. Le navette che al mattino ti permettono di arrivare in tempo per la ricognizione della pista iniziano il servizio solo a partire da venerdì. E anche i lisciatori, in pista, non hanno bene in chiaro dove entrare, dove uscire e in quali punti concentrare il loro prezioso lavoro. Insomma, sembra che si aspetti il 6 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale, per avere tutto pronto e dare il via ai Giochi in una località che al momento appare abitata solamente da volontari, addetti ai lavori, polizia, corpi dell’esercito italiano e che ha dovuto rinunciare al solito via vai di turisti in alta stagione, come ci ha confermato il gestore di un bar: “L’altro giorno all’ora dell’aperitivo sembrava di essere tornati in regime di lockdown”. C’è tempo, un paio di giorni non sono pochi per affinare tutta la logistica ed essere pronti al grande appuntamento, sempre che l’altro tempo, quello meteorologico, non ci giochi uno scherzetto.

Milano Cortina 2026, il 1o allenamento di discesa di Marco Odermatt (04.02.2026)
RSI Sport 04.02.2026, 11:50

Rete Uno Sport
Rete Uno Sport 04.02.2026, 12:50
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