OLIMPIADI - SCI

Tutti gli occhi sono su Odermatt, ma anche Franjo ha i suoi fan

Catalizzano l’attenzione in pista e fuori, ma oggi il più sorridente è Rogentin

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Il 28enne nidvaldese

Il 28enne nidvaldese

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Di: Federico Fiorito, inviato

Il conto alla rovescia sta per esaurirsi. Fra meno di 48 ore la discesa libera di Bormio assegnerà le prime medaglie ai Giochi di Milano Cortina 26 con la Nazionale svizzera che recita lo scomodo ruolo di grande favorita, soprattutto nelle figure di Franjo von Allmen e, chiaramente, Marco Odermatt. E che i due sono i grandi attesi sulla Stelvio lo si percepisce quotidianamente. Star assoluta del mondo dello sci, il 28enne nidvaldese è sulla bocca di tutti qui in Valtellina, dal volontario con cui scambi due parole nel parterre, agli addetti alla pista che aspettano con trepidazione il suo passaggio in allenamento. Ma anche il 24enne bernese ha i suoi estimatori, soprattutto nei giovani lisciatori. Entrambi solo una tacca sotto agli italiani che qui sono di casa.

Ma l’interesse per le nostre punte di diamante lo si è visto anche nell’incontro coi media, organizzato da Swiss-Ski nell’albergo Nevada, quartier generale della squadra, a due passi dalla partenza della cabinovia che ti porta a Bormio 2000, da dove sale la seggiovia per Cimino, con la quale si raggiunge la partenza della discesa. Primi due a presentarsi all’appuntamento, hanno catalizzato l’attenzione dei giornalisti elvetici, ma anche della stampa internazionale, mettendo l’accento sulla particolarità di questa Olimpiade dislocata. “Non ci sono atleti di altre discipline, non ci sono neanche le ragazze. Sembra proprio una tappa di Coppa del Mondo. Viene a mancare un po’ l’atmosfera dell’appuntamento a cinque cerchi, d’altra parte è però più facile entrare in clima gara. Sembra proprio la nostra solita routine”, hanno dichiarato entrambi praticamente con le stesse parole.

Ed entrambi, se dovessero scegliere un solo oro da vincere, punterebbero certamente su quello di discesa, la disciplina regina. I due saranno accompagnati da Alexis Monney, che parte un po’ in sordina, ma che è l’unico del lotto ad aver già vinto sulla Stelvio in questa specialità. E ha dovuto anche vivere la sfuriata di Niels Hintermann, che pensava che anche il friborghese rientrasse insieme a lui e a Stefan Rogentin nel ballottaggio per gli altri due posti a disposizione della Svizzera. Il 26enne ha spiegato davanti a una sala, che ormai si stava già svuotando, che la coesione di squadra tra gli atleti non è mai mancata, che il 30enne zurighese se l’è presa semmai con gli allenatori e che tutto è rientrato velocemente. Per il grigionese, vincitore della lotta interna e quindi, di fatto, della sua prima gara olimpica, la platea contava solo una manciata di persone ma lui, vi assicuro, dei quattro era quello con il volto più felice.

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Rete Uno Sport 05.02.2026, 12:50

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