Come si spiega l’Azteca a chi non l’ha vissuto? Perdonate il tratto personale, ma è difficile restare oggettivi dopo aver assistito a uno spettacolo difficilmente replicabile. E non parlo del match in sé, anche se la vittoria del Messico ha sicuramente aiutato. Bensì di quanto accaduto prima, durante e dopo la partita, con i tifosi del Tri grandi protagonisti. E si capisce perché la squadra non abbia mai perso dentro queste mura.
File di persone in attesa già alle prime luci dell’alba, ore prima dell’apertura dei cancelli. Chi con la maschera della lucha libre, chi con le bandiere, chi con i cartelli “la pelota vuelve a casa”, a reiterare come il calcio derivi dalle civiltà precolombiane. Ma tutti, TUTTI, con la maglia della Nazionale, a creare una marea verde che si staglia dapprima nei dintorni dell’Azteca, e poi lo popola scandendo a gran voce la parola “ME-XI-CO”. Un canto che parte da prima che Shakira e compagnia inizino la loro performance e si fa sempre più forte con l’entrata in campo delle squadre.
Quiñones e compagni sentono che dietro di loro c’è tutta una Nazione, racchiusa nei cuori degli 80’000 che colorano gli spalti. Il Sudafrica, già più debole sulla carta, non ha scampo. E questo nonostante lo sparuto gruppetto di supporter che - pur sotto 2-0 e di due uomini - non ha mai smesso di ballare al ritmo dei tamburi sudafricani. Melodie persesi tra i peana messicani. Con la Ola a fare da cornice perfetta a questo primo quadro Mundial.

Mondiali, highlights di Messico-Sudafrica (LA2 Sport Live 11.06.2026, 21h00)
RSI Sport 11.06.2026, 23:10






