CALCIO - MONDIALI

Una prova di maturità per non finire spalle al muro

Contro la Bosnia-Erzegovina la Svizzera dovrà mostrare un’altra faccia

  • 18 giugno, 09:28
  • 18 giugno, 12:59
A rapporto

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  • Keystone
Di: Diego Medolago, inviato

Dopo il Qatar, ecco la Bosnia-Erzegovina. Il pareggio di Santa Clara con gli asiatici ha fatto suonare diversi campanelli d’allarme in casa rossocrociata, avvertimenti che andranno tenuti da conto oggi alle 12h00 a Los Angeles (le 21h00 in Svizzera) quando la Nati scenderà in campo per il suo secondo impegno mondiale. Imperativo portare a casa tre punti che vorrebbero dire al 90% passaggio del turno, giocandosi poi la posizione finale nell’ultimo match contro il Canada a Vancouver.

Ma guai a sottovalutare nuovamente il proprio avversario. La formazione di quel vecchio volpone di Barbarez sulla carta è decisamente più attrezzata dei qatarioti, per conferma chiedere a Galles e Italia, eliminate ai playoff e costrette a guardare da casa la competizione. Tra le file dei bosniaci ci sono diversi nomi importanti: da Dzeko, all’ultimo ballo prima di appendere gli scarpini al chiodo, a Tahirovic, fino alla stellina tutto dribbling Alajbegovic. In più, diversi elementi della rosa conoscono bene la Svizzera: Gigovic è attualmente allo Young Boys, mentre sia Demirovic che Katic hanno un passato in Super League (rispettivamente San Gallo e Zurigo). Senza ovviamente dimenticare Tabakovic (infortunato), nato a Grenchen ma che ha scelto di giocare per i Dragoni dopo aver fatto tutta la trafila delle Nazionali giovanili elvetiche.

Servirà dunque una prova diversa rispetto a quella vista pochi giorni fa altrimenti il risultato sarà lo stesso, se non peggiore. A livello di grinta, intensità e attaccamento alla maglia i bosniaci non sono secondi a nessuno, sarà dunque fondamentale pareggiare quel livello di cattiveria agonistica colpevolmente venuta a mancare nel secondo tempo col Qatar. Una prova di maturità importante per una Svizzera che sogna in grande, ma che deve anche comportarsi come una grande. Altrimenti il rischio è quello di trovarsi spalle al muro contro i padroni di casa nell’ultima decisiva partita. Uno scenario che è meglio evitare.

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