Partiamo da un presupposto: i tempi sul giro nella 5 giorni di Barcellona contavano come il due di bastoni quando la briscola è a coppe. I primi test del nuovo ciclo regolamentare di Formula 1 sono serviti a 10 delle 11 scuderie (la Williams non è scesa in pista perché in ritardo nello sviluppo della vettura) per collaudare le monoposto di ultima generazione, validare i dati attesi e lavorare sull’affidabilità dei componenti. Dopo settimane e settimane passate al simulatore, dal canto loro i piloti hanno finalmente potuto toccare con mano le nuove vetture.
Ma cosa è filtrato da questi 5 giorni a porte chiuse? La Mercedes è il team che esce con più certezze che dubbi. La scuderia di Brackley ha collezionato più di 500 giri e si è trovata in anticipo sulla tabella di marcia. Anche la Ferrari ha macinato parecchi chilometri e ha trovato segnali incoraggianti a livello di affidabilità. La McLaren ha invece riscontrato dei problemi al sistema di alimentazione, mentre Red Bull ha dovuto modificare il suo programma a causa dell’incidente di Hadjar. Il miglior tempo è stato fatto segnare da Lewis Hamilton in 1’16”348.



