I migliori 11
I migliori 11 (rsi.ch)

TOP 11: conferma Mbappé, sorpresa Morata

Un grande Widmer si prende la fascia destra nella formazione della fase a gironi

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dagli inviati in Qatar Gargantini, Laurenti e Reclari

Szczesny - La stella dovrebbe essere Lewandowski, ma è Szczesny l’unica luce che illumina la Polonia. Para il rigore a Messi, ma il doppio intervento contro l’Arabia Saudita - rigore e respinta - per il momento è la parata del Mondiale.

Widmer - Sta giocando un Mondiale incredibile. Dalla sua parte si è ritrovato clienti scomodi, vedi Vinicius e Kostic, ma li ha arginati alla grande. Quando sale poi è sempre pericoloso, già 2 gli assist in Qatar.

Souttar - I Mondiali di solito si vincono con una difesa forte. Souttar e men che meno l’Australia arriveranno così lontano, ma per loro gli ottavi equivalgono al titolo. Baluardo.

Thiago Silva - Il Brasile “vero” non fa letteralmente tirare in porta gli avversari. Perché difende da squadra e il leader di questa squadra è il suo capitano.

Gvardiol - Giovane (vent’anni!) ma non si vede. Forte e invece si vede eccome. Anche nell’ultima decisivo con un anticipo su Lukaku. Farà carriera come centrale ma sa stare anche in fascia.

Adams - È dappertutto, copre i buchi, imposta e rilancia. Il più giovane capitano del Mondiale, comanda e dirige l’11 più giovane del torneo con l’acume tattico di un veterano. 

Amrabat - Nel Marocco che vola agli ottavi da primo della classe e imbattuto, in fase offensiva brilla Ziyech. Ma se la squadra ha trovato equilibrio lo deve soprattutto al giocatore della Fiorentina, perno imprescindibile del centrocampo.

Gakpo - Primo giocatore da Altobelli (nel 1986) ad aprire le marcature in tutte e 3 le partite del girone. Se i tristi Paesi Bassi visti sin qui sono agli ottavi senza patemi il merito è soprattutto suo.

Bruno Fernandes - Ce lo siamo colpevolmente dimenticati la volta scorsa, ma sta giocando un gran Mondiale. Due assist alla prima, due gol alla seconda per entrare di diritto nella TOP 11.

Mbappé - I grandi vecchi non mollano la presa ma il francese che praticamente gioca in casa (è il più ricco dopo gli emiri…) si è già ampiamente preso la scena. Reti, strappi, volate imprendibili.

Morata - "Non è un numero 9" dicevano molti. L’ex attaccante della Juventus risponde da centravanti segnando in tutte e tre le partite della Spagna. È il terminale giusto per il gioco di Luis Enrique a volte troppo orizzontale.

 
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