dall’inviato a PyeongChang Andrea Torreggiani
Le Olimpiadi uniscono i popoli. Non solo come spirito, ma anche a livello pratico. Imbarcandoti sul volo verso Seul ti può infatti capitare di fare il check-in in mezzo al gruppo dei biatleti e dei freestyler svizzeri. Poi sull’aereo vicino a te siede per 11 ore la giocatrice di curling elvetica Marlene Albrecht e dall’altra parte del corridoio c’è l’attaccante statunitense del Davos Broc Little. Senza contare i tanti atleti con l’uniforme targata Olympic Team Austria sparpagliati nei sedili tutt’intorno.
"In Corea guidano come dei pazzi, fate attenzione", ci avevano detto. E infatti già durante le quattro ore di bus dall’aeroporto di Seul al nostro alloggio a Gangneung ne abbiamo viste di tutti i colori. La menzione d’onore va al nostro autista, che nonostante avesse la mano sinistra impegnata a sorreggere il telefonino e la mente rivolta al suo interlocutore, è riuscito comunque a far passare l’ingombrante mezzo attraverso un casello e ad evitare il camion che gli tagliava la strada da un lato e un furgoncino che ci provava dall’altro.
Olimpiadi 2018, dal Ticino a PyeongChang in un minuto (06-07.02.2018)
RSI Sport 07.02.2018, 17:47


