Dall’inviato a Ginevra Marcello Ierace
Sei ore e mezza in campo in due giorni, ma anche undici giorni di riposo per prepararsi al meglio a questo fine settimana di Coppa Davis. A livello di condizione atletica rischia di non esserci storia nel primo match domenicale (in programma alle 12h00 con diretta su LA2 e in streaming), già decisivo, tra Thiemo De Bakker e Roger Federer. L’olandese, capace di portare al quinto set Stan Wawrinka nel primo singolare, è diventato il grande spauracchio per i rossocrociati in questa delicatissima sfida di spareggio per mantenere il posto nel Gruppo Mondiale.
Se si dovessero correre i tremila siepi, dunque, partiremmo spacciati, viste le precarie condizioni fisiche delle nostre due stelle. Ma fortunatamente nel tennis entrano in gioco alcuni fattori ben più decisivi. Come il talento, ad esempio: settore in cui King Roger non ha eguali. Né oggi, né probabilmente mai nella storia.
Talento di cui Thiemo Carsten Jannick De Bakker è comunque discretamente dotato. Almeno nella medesima quantità della sfortuna. Numero uno al mondo tra gli juniores nel 2006, il ragazzo nativo de L’Aja, che proprio sabato ha compiuto 27 anni (e si è regalato un doppio da favola), ha avuto un inizio di carriera folgorante, andando a conquistare a 18 anni il titolo Wimbledon di categoria e arrivando in semifinale al Roland Garros, sempre tra i più giovani. Nel 2010, a 22 anni, ha raggiunto il 40o posto del ranking, grazie ad una semifinale a Barcellona, battendo Ferrero e Tsonga, e un’altra a New Haven. Poi, sul più bello, il crollo. Con una serie di infortuni che lo hanno fatto scivolare nel giro di un paio d’anni sino al gradino numero 398 delle classifiche. Dal fondo però è risalito, lentamente, faticosamente e oggi la sorte gli ha concesso forse uno dei momenti più delicati e affascinanti della carriera. La partita più difficile, contro il più grande di sempre.
Il servizio con Thiemo De Bakker (Rete Uno Sport 20.02.2015, 10h00)
RSI Sport 20.09.2015, 10:19
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