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Camera d’eco

La fornace - Thomas Bernhard

Consigliato a chi vuole immergersi fino nel fondo delle contraddizioni dello spirito umano o a chi è semplicemente curioso di sapere come andrà a finire la storia.

  • 10.12.2022
  • 4 min
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Da quando i coniugi Konrad si sono stabiliti nella fornace, la loro vita è diventata un inferno quotidiano. Perché il vecchio Konrad ha deciso di rifugiarsi in questo luogo sperduto, abbandonando ogni legame con il mondo?

Mi chiamo Michele Marchioni e studio letteratura all'Università della Svizzera italiana. Negli scorsi mesi ho avuto occasione di parlarvi di alcuni dei temi che più mi interessano: la storia e gli usi e i costumi della società. Ma oggi parleremo di qualcosa di molto diverso, il romanzo La fornace di Thomas Bernhard.

In uno sperduto villaggio austriaco si consuma un tragico fatto di sangue: il vecchio Konrad ha ucciso la moglie paralitica con un colpo di fucile. C'è chi dice con due colpi alla nuca, chi parla di due colpi alla tempia, chi asserisce tre colpi. Sta di fatto che la notte della viglia di Natale, Konrad ha ammazzato la moglie sparandole con una carabina Mannlicher. Dopo giorni di ricerche Konrad è stato finalmente ritrovato, infreddolito e incosciente, sul fondo di un fossato della sua proprietà. Ora attende di essere processato per il crimine commesso.

Edita per la prima volta nel 1970 e ora ripubblicata in una nuova veste da Adelphi, La fornace è uno dei primi romanzi dello scrittore austriaco. Bernhard, nato in Olanda da genitori austriaci nel 1931, è considerato uno dei più importanti scrittori in lingua tedesca del secondo Novecento. Dopo una breve esperienza lirica, si è presto dedicato alla narrazione, al romanzo e alla drammaturgia. Per i propri giudizi critici e senza mezzi termini nei confronti della società austriaca, Bernhard ha attirato su di sé l’ostilità di una parte dei propri connazionali (che arrivarono a definirlo Nestbeschmutzer, letteralmente colui che sporca il proprio nido), ottenendo però una grande fortuna all’estero.

Il libro è il resoconto retrospettivo dei motivi per cui il vecchio Konrad è arrivato a uccidere la moglie. È Konrad stesso a raccontarci la storia della propria vita e del proprio matrimonio fallimentare. Una nausea cosmica si è abbattuta su di lui e lo ha spinto a nascondersi dal mondo e a rifugiarsi nella fornace. Solo una cosa sembra ancora appassionarlo: la scrittura di un saggio sull’udito, che – assicura – sarà la più importante pubblicazione scientifica del secolo che metterà la parola definitiva a tutti i dibattiti sulla questione. Quello che sembra l’antidoto alla sua desolazione si trasformerà però nella fonte delle ultime sue ossessioni.

La tragica storia dei coniugi Konrad riesce ad avvolgere il lettore in un flusso ipnotico. Diventa difficile distogliere anche solo per un momento l'attenzione, per non rischiare di perdere il filo del ragionamento. Il centro dell’opera è il racconto di un uomo e del suo dramma. Konrad ha agito razionalmente o per un attacco di follia? La domanda rimarrà sospesa fino alla fine. Come in altri romanzi Bernhard ci spinge a confrontarci con i problemi esistenziali dell’animo umano, con le sue debolezze e con le sue manie. I suoi personaggi sono condannati a un mondo di desolazione, non hanno appoggi, non hanno prospettive, ma proprio per questo sembrano così autenticamente umani.

Se volete immergervi fino nel fondo delle contraddizioni dello spirito umano o se siete semplicemente curiosi di sapere come andrà a finire la storia, vi consiglio di leggere questo libro molto particolare.

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