Arresti da parte degli agenti dell'ICE a Minneapolis
Il mondo là fuori

Le retate dell’ICE a Minneapolis

Il racconto del nostro inviato, tra auto fantasma e solidarietà della comunità

  • Ieri
  • 20 min
  • Keystone
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Le immagini arrivate dal Minnesota, negli Stati Uniti, nelle ultime settimane sono tante. Come quella di un bambino con gli occhi spalancati e lo zainetto sulle spalle, arrestato dall’ICE a Minneapolis. Tutte immagini simbolo di giorni di tensione nello Stato del Midwest americano.

Negli USA e nel resto del mondo in molti sono rimasti colpiti dalla durezza dei metodi utilizzati dagli agenti federali dell’ICE, acronimo per Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia responsabile del controllo dell’immigrazione. In poco tempo, hanno fermato centinaia di persone, causando anche la morte di due cittadini che cercavano di opporsi alle loro retate.

Da dove nasce questo inasprimento contro gli immigrati “clandestini”? E perché tanti agenti proprio in Minnesota?

Cristiano Valli ci guida attraverso il racconto di una città in subbuglio, dove la paura per le incursioni, e per i metodi quasi paramilitari dell’ICE, si intreccia a una forte ondata di solidarietà da parte dei cittadini.

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