Paradiso, canto V

Renato Regli legge e commenta il V canto del Paradiso, dove Beatrice spiega che il dono più grande che Dio ha fatto all'uomo è il libero arbitrio; da ciò deriva la santità del voto perché in esso si fa sacrificio del dono supremo della libertà, e di conseguenza niente può risarcire un voto inadempiuto. La Chiesa, tuttavia, può concedere dispensa ai voti, per i quali sono necessarie due condizioni: la materia del voto stesso e il patto che si stringe con Dio. Quest'ultimo non si cancella se non con il completo adempimento. La materia del voto può essere commutata con il permesso della Chiesa e solo con un'offerta maggiore della precedente, anche se esistono materie la cui permutazione è impossibile; gli uomini non devono prendere i voti alla leggera e devono osservarli rettamente. Dopo questa spiegazione Beatrice guarda in alto e, insieme a Dante, raggiungono il cielo di Mercurio. Il poeta vede più di mille anime ed è colto dal desiderio di conoscerne la sorte.

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