Nel 1996 nasce in Giappone il Tamagotchi, il primo “simulatore di vita” portatile. Con soli tre tasti, il giocatore doveva prendersi cura di un piccolo alieno (spesso scambiato per un pulcino), nutrirlo, pulirlo e farlo crescere. Un’idea semplice ma rivoluzionaria, che ha venduto oltre 80 milioni di esemplari in tutto il mondo. La moda, diffusasi rapidamente nelle scuole, si è però spenta in breve tempo: forse richiedeva troppe attenzioni? “Soggetti smarriti”, 10.05.2015. Di Francesca Calcagno.
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