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Il primo ‘Eurovision’ come non lo avete mai visto

Restaurato, per i 70 anni dalla prima edizione del concorso musicale, il filmato della vittoria di Lys Assia a Lugano nel 1956

  • Oggi, 10:40
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Di: RSI Archivi / ri 

È stata restaurata, per il settantesimo dal primo Eurovision song contest (24 maggio 1956), la ripresa in pellicola di Refrain di Lys Assia, effettuata mentre la cantante svizzera e l’Orchestra radiosa diretta da Fernando Paggi rieseguivano il brano appena proclamato vincitore del Gran premio Eurovisione 1956 della canzone europea al Kursaal di Lugano.

Il filmato di poco meno di cinque minuti, realizzato dal cineoperatore luganese Vincenzo Vicari, rappresenta le uniche immagini in movimento disponibili di quella prima edizione ed “era stato digitalizzato negli anni ‘90”, ha spiegato martedì a “Prima ora” il responsabile degli Archivi RSI Brecht Declercq. Ma nel frattempo “la tecnologia è molto migliorata”.

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Eurosong 1956, versione restaurata

Prima Ora 26.05.2026, 18:00

Con il sostegno dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU), organizzatrice del concorso, la pellicola è stata quindi sottoposta a una nuova scansione e l’immagine ribilanciata, “così che ne emerge un dettaglio decisamente più vivo”. La ripresa di per sé muta è stata sincronizzata con l’audio originale dell’emissione radiofonica dell’epoca.

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Il filmato “perduto”

Questo restauro è anche l’occasione per rispondere a una domanda che ci sentiamo rivolgere spesso: perché non è stata conservata la registrazione video integrale dello spettacolo? La ragione è che non è mai esistita.

La registrazione video su nastro magnetico non era ancora stata commercializzata, nella primavera del 1956. In altre parole, nessuna delle dieci emittenti televisive che la sera del 24 maggio diffusero il segnale in arrivo da Lugano aveva ancora i pesanti apparecchi a bobine 2 pollici Quadruplex che avrebbero inaugurato, nell’autunno successivo sulla statunitense CBS, l’era delle trasmissioni tv in differita.

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A dire il vero, esisteva un dispositivo per trasferire su pellicola immagini televisive (un monitor con cinepresa chiamato kinescope o vidigrafo). Ma la tv ne aveva raramente bisogno: in quegli anni si trasmetteva sostanzialmente in diretta. A essere girati su pellicola erano – e saranno, fino agli anni Ottanta – i contributi (servizi) premontati.

Più probabile, invece, che una cinepresa fosse presente all’interno della sala, ed è proprio quel che accadde con il fotografo e cineoperatore Vincenzo Vicari.

Di seguito, l’integrale del filmato restaurato.

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Lys Assia trionfa a Lugano

RSI Archivi 24.05.1956, 10:25

Vicari – figura di valore inestimabile per la storiografia locale, le cui fotografie sono custodite dall’Archivio storico della città di Lugano ma del quale la RSI ha acquisito e digitalizzato la produzione filmata – documentò la serata con una serie di scatti e l’ormai celebre ripresa.

“Si tratta davvero di un gioiellino, di un frammento ben conosciuto”, ha confermato Brecht Declercq. È stata l’EBU a contattare la RSI e proporre il restauro in vista della ricorrenza.

Più di un appassionato – con le fotografie disponibili, ritagli di giornale e altra ‘memorabilia’ – ha in qualche modo ricostruito in immagini la prima edizione dell’ESC. Qui sopra, il lavoro fatto dalla nostra consorella SRF.

Le sincronizzazioni

Il primo a valorizzare il filmato fu, nel 2005, Bigio Biaggi nella sua trasmissione “Mi ritorna in mente”. Alle immagini mute fu sovrapposta l’incisione discografica di Refrain, e per questo fu necessario tagliarle.

Nel 2022, considerato l’enorme interesse suscitato e le continue richieste di riutilizzo, la RSI le fece sincronizzare per intero con la registrazione radiofonica originale conservata dagli archivi della stessa EBU.

E arriviamo così al restauro del 2026. Il primo di una serie? “Abbiamo 60 mila di queste bobine e la ridigitalizzazione è un’operazione cara”, ha precisato Declercq. Gli investimenti saranno quindi mirati.

Intanto possiamo però apprezzare appieno il filmato di Vicari, con una curiosità per chi non ha dimestichezza con le vecchie tecniche di ripresa. Come si vede dal minuto 3 e 45, l’operatore riuscì a sfruttare la sua cinepresa multi-obiettivo (che consentiva di passare da una lente all’altra ruotando la torretta anteriore della macchina) per dare la sensazione di un cambio di inquadratura. Una vera e propria “regia al volo”.

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