Dossier

Quando la scuola si faceva anche in radio e tivù

La storia della radiotelescuola e della telescuola coincide con quella dei due vettori che l’hanno veicolata: radio e televisione. Due le date fondamentali: 1933 e 1962. La formazione (dei ragazzi prima, degli adulti poi) sono fin da subito uno dei principali obiettivi della neonata RSI.

  • 21 febbraio, 11:10
  • ARCHIVI
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Di: Luisa Orelli

La prima lezione fu diffusa il 3 marzo 1933; le altre due emittenti nazionali, Beromünster e Sottens, avevano preceduto di poco (nel 1930 e nel 1931) Radio Monteceneri, rispondendo a una funzione di mandato di servizio pubblico che negli anni che accompagnarono lo scoppio della seconda guerra mondiale avrebbe assunto un’impronta più decisa di difesa dell’identità e dei valori civili. 

Una prima serie di dieci lezioni, dichiaratamente ‘sperimentali’, fu affidata a Valter Bianchi (1897-1941), insegnante e innovatore in ambito scolastico, che nell’utilizzo del nuovo mezzo radiofonico  ‘profuse i tesori della sua fantasia vigorosa’. 

Scopriamo la Radio del 3 marzo 1933 è in assoluto la prima. Un’annunciatrice (la ‘storica’ voce della RSI Nini Mousny Tami) spiega a un bambino cosa è un microfono (‘parola difficile’) e come funziona la trasmissione della voce. 

Scopriamo la radio

RSI Archivi 03.03.1933, 00:00

  • Eredi Valter Bianchi

La quinta lezione rivisita nell’innovativa forma della radiocommedia la storia di Bellinzona al momento del passaggio dal dominio visconteo a quello svizzero. Protagonisti alcuni soldati dei De Sax (i De Sacco di Mesolcina) e dei loro alleati svizzeri, e, a incarnare la popolazione locale in balia degli eventi, un calzolaio bellinzonese di nome Molo con la figlia Laurina. 

Il Medioevo rivive nei castelli di Bellinzona

RSI Archivi 03.01.1933, 00:00

  • RSI

Radioscuola continua nel corso degli anni a offrirsi come terreno di sperimentazione e a farsene anzi motore, inaugurando collaborazioni con altre entità anch’esse di nuova creazione. E’ il caso qui del contributo della Radiorchestra per l’adattamento di uno dei romanzi natalizi di Dickens, Il grillo del focolare, curato da un’altra insegnante (e assidua collaboratrice della rubrica), Felicina Colombo (1901-1983). Le musiche di commento furono composte appositamente dal primo maestro stabile dell’orchestra, Otmar Nussio (1902-1990). 

Il grillo del focolare

RSI Archivi 19.02.2024, 13:59

  • immagine da 'Una visita alla Radio Svizzera di Lugano' (1938), di Felice Antonio Vitali

Le collaborazioni si allargano presto a numerose figure illustri della scena culturale locale. Con questa lezione a carattere storico Giuseppe Mondada (1907–1998) vinse, nel 1935, il primo concorso organizzato per ampliare la cerchia dei collaboratori. Dedicata a Johann Heinrich (Enrico) Pestalozzi e alla sua opera in favore degli orfani di Stans, fu diffusa nel 1946, e si inserisce nel filone dei grandi miti della storia patria in voga in quegli anni. L’impronta è decisamente classica. La registrazione presenta alcuni difetti. 

Radioscuola: Pestalozzi a Stans

RSI Archivi 08.02.1946, 00:00

  • RSI

L’elenco dei collaboratori comprende come detto molti nomi illustri: Guido Calgari, Piero Bianconi, Plinio Martini, per farne solo alcuni. Riproponiamo qui a titolo d’esempio una lezione dello storico Virgilio Gilardoni (1916-1989). A partire da una copia capriaschese del Cenacolo leonardesco, Gilardoni avvia una riflessione su ciò che rende unica un’opera d’arte : il desiderio di emulazione del copista che non riesce a restituire l’inconfondibile luce dell’originale, la differenza tra arte e mestiere. 

Il cenacolo di Ponte Capriasca

RSI Archivi 01.01.1953, 00:00

  • Cristian Bianchi, CC BY-SA 3.0 [https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0]

Prende invece la forma di un dialogo pieno di spirito tra maestro e allievi la lezione di Giovanni Orelli (1928-2016) sulle diseguaglianze: un prezioso inedito, con alcuni inserti musicali, a metà strada tra lezione e opera di invenzione, che precede, e in qualche modo prefigura, temi e tratti dell’opera successiva dell’autore. 

Tutti gli uomini non sono uguali

RSI Archivi 01.01.1980, 00:00

  • Keystone

Contributi innovativi, che sembrano non portare il peso del tempo, altri più classici, che del tempo portano l’impronta. Alla categoria degli innovatori appartiene indubbiamente Bixio Candolfi, che proprio con Radioscuola iniziò la sua collaborazione con la Rsi negli anni 1940. In questa trasmissione Candolfi rievoca quegli anni anni insieme ad alcuni altri protagonisti della storia di Radioscuola: Domenico Robbiani (insegnante), Silvano Pezzoli (segretario della commissione regionale radioscolastica), Giancarlo Zappa (ne fu a lungo il produttore). Dirige la discussione Eros Bellinelli. 

Il maestro invisibile: 50 anni di Radioscuola

RSI Archivi 06.06.1983, 00:00

  • Archivio storico della Città di Lugano, Fondo Vincenzo Vicari

In quel crogiuolo inventivo che fu Radioscuola nacque una delle rubriche di divulgazione culturale tra le più riuscite e longeve della RSI (1959-2008): ‘La costa dei barbari. Guida pratica, scherzosa, per gli utenti della lingua italiana’, giacché secondo Candolfi (che insieme con Gabriele Fantuzzi, con lo pseudonimo di Franco Liri, ne fu ideatore e autore) si può imparare a parlare e a scrivere ‘in buon italiano’ senza pedanteria, divertendosi. Questa è la prima puntata, andata in onda il 7 ottobre 1959. 

La costa dei barbari

RSI Archivi 07.10.1959, 00:00

  • Archivio storico della Città di Lugano, Fondo Vincenzo Vicari

Nel 1962 il ‘maestro invisibile’ diventa visibile: Telescuola (‘emissione sperimentale’) porta sugli schermi televisivi il modello ormai collaudato in radio. A presentare la vita segreta del plancton il professore Guido Cotti, già presidente della Società ticinese di scienze naturali. La trasmissione valorizza i nuovi strumenti tecnologi: il regista Sergio Genni ricorda che vennero allora filmate per la prima volta dalle telecamere le immagini offerte da un microscopio (visibili a partire dal diciassettesimo minuto). La trasmissione, ricorda Genni, fu elogiata ‘dai rappresentanti delle TV di tutta Europa’ riuniti a congresso a Basilea. 

Vita segreta del lago - Il plancton

RSI Telescuola 03.06.1962, 08:24

Altro ambito che trova nel nuovo mezzo televisivo il prezioso complemento dell’immagine è quello dell’arte. In questa lezione Piero Bianconi, con la sua verve, propone un’ampia carrellata sul barocco: dalle prime espressioni artistiche, in particolare romane, che tanto devono al contributo di artisti di origine ticinese (Fontana, Maderno, Borromini) fino a quelli che Bianconi definisce gli ‘esempi nostrani’ (una sua preziosa selezione dal diciottesimo minuto in poi). La regia porta la firma di un’altra figura centrale nella storia della RSI, Marco Blaser

Il Barocco

RSI Telescuola 22.05.1964, 16:07

Telescuola riflette le evoluzioni del suo tempo. Le innovazioni tecnologiche trovano spazio in questa serie del 1971 intitolata Alla scoperta del computer, curata da Giovanni Zamboni e Gianfranco Arrigo, per la regia di Francesco Canova. In questa terza (e penultima) lezione Giovani Zamboni, già docente di matematica e fisica al Liceo di Lugano, servendosi di monete, zolfanelli, bottoni e di alcune scatolette di diverso formato, presenta il sistema binario, alla base del funzionamento dei calcolatori elettronici. 

Alla scoperta del computer (3. puntata)

RSI Telescuola 06.12.1971, 14:44

Anche le fiabe (genere già caro a Radioscuola) trovano nel mezzo televisivo la possibilità di aggiungere alla parola una veste grafica. Le più belle fiabe del mondo propongono una scelta di racconti cha hanno per protagonisti animali appartenenti a diverse tradizioni popolari (da Esopo a La Fontaine ai Fratelli Grimm) reinventati da Jerko Victor Tognola e illustrati dai disegni di Adelki (Adelchi Galloni, uno dei più noti illustratori italiani), con le prodezze vocali di Carlo Bonomi (a incarnare i protagonisti) e la voce narrante di Giancarlo Dettori.  La serie costituisce una delle più importanti produzioni della RSI nell’ambito dell’animazione ed è stata diffusa in diversi paesi. 

Le più belle fiabe del mondo - La volpe e la cicogna

RSI Le più belle fiabe del mondo 29.12.1981, 14:35

La storia, in particolare la storia patria, è e rimane uno dei fulcri della produzione radiofonica e televisiva ad uso scolastico. Prodotto nel 1984, Ottocento ticinese è opera di uno dei maggiori esperti della materia, lo storico Raffaello Ceschi. Questa puntata (la quarta di un ciclo di otto) è dedicata al contesto di povertà che costrinse molti ticinesi alla migrazione verso altri continenti, prima che la ‘palude pontina del Ticino’ (il piano di Magadino) venisse bonificato. Anche qui il mezzo televisivo permette l’illustrazione del racconto con immagini del mondo contadino (rascàne, torbe) e documenti d’epoca.  

Il pane scarso

RSI Archivi 23.04.1984, 09:48

Ma la narrazione storica viene declinata anche in altre forme: quello della fiction, o della docu-fiction, con ‘produzioni autonome dal taglio divulgativo’, come ricorda lo storico Danilo Baratti, chiamato a collaborare alla stesura della sceneggiatura di un film su Stefano Franscini (1796-1857), membro del governo ticinese e, nel 1848, consigliere federale radicale, il cui ritratto sulle pareti delle aule scolastiche ha ricordato a generazioni di studenti ticinesi il suo ruolo di ‘padre della popolare educazione’. I dialoghi sono quasi interamente tratti da scritti del Franscini medesimo e dei suoi contemporanei, la regia è di Bruno Soldini.  

Stefano Franscini - L'autobiografia smarrita

RSI Stefano Franscini - L'autobiografia smarrita 12.04.1987, 10:07

Molta della produzione documentaristica di qualità della RSI confluisce nell’alveo di Telescuola. Questo film, firmato da Werner Weick, è dedicato allo scrittore tedesco Hermann Hesse (1877-1962), a un quarto di secolo dalla scomparsa, in particolare agli oltre quattro decenni trascorsi dal premio Nobel a Montagnola. Attraverso documenti, voci, testimonianze (quelle dei figli, dell’editore, del medico che lo ebbe in cura negli ultimi anni) ne esce un ritratto particolarmente intimo di Hesse, del suo mondo interiore e spirituale e dei suoi riverberi nell’opera letteraria e pittorica. 

La lunga estate di Hermann Hesse

RSI Archivi 02.11.1987, 09:49

Tra i documentari dedicati a figure di spicco della cultura e della storia locale, questo ritratto di Plinio Martini (1923-1979) che porta ancora la firma di Bruno Soldini, con la collaborazione letteraria dello studioso Ilario Domenighetti, realizzato in occasione del decimo anniversario della scomparsa di Martini. Assieme alla ripresa di documenti in cui appare lo scrittore, sono ricostituite in immagine alcune pagine delle sue opere, mentre Cavergno e i suoi abitanti offrono sfondo e volti al testo. 

Plinio Martini - Passione e scritti per un paese così

RSI Archivi 24.09.1989, 10:59

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