Dal primo gennaio il film “Frontaliers Sabotage”, diretto da Alberto Meroni, è nei cinema della Svizzera italiana. Quale occasione migliore per intervistare i creatori e protagonisti della serie, Flavio Sala (il frontaliere Roberto Bussenghi) e Paolo Guglielmoni (la guardia di confine Loris Bernasconi).
Partiamo dalle origini: com’è nata la saga dei Frontaliers?
In coro: “È nata in radio, a Rete Tre. Abbiamo pensato a due personaggi in eterno conflitto, il doganiere Loris Bernasconi e il frontaliere Roberto Bussenghi, per far ridere il pubblico in ascolto. Quando siamo passati al video, con la pubblicazione del primo DVD (venduto ai valichi Italia-Svizzera in collaborazione con le Guardie di Confine), Bussenghi e Bernasconi sono diventate due maschere apprezzate sul territorio di frontiera: Svizzera italiana, Varese, Como e Luino. Se, col tempo, sono cresciuti, dobbiamo dire grazie al Servizio Pubblico. Le cose che diciamo, usando la chiave dell’umorismo, rappresentano i valori in cui la SSR si riconosce: non alimentiamo il litigio, ma il dialogo (attraverso il confronto). “Frontaliers” mostra come noi pensiamo agli italiani e come gli italiani pensano a noi. Da entrambe le parti, c’è scarsa voglia di conoscersi meglio, nonostante la vicinanza geografica e tanti punti in comune, lingua in primis. Quello dei reciproci pregiudizi è un tema su cui si può far ridere/riflettere”.
In “Frontaliers Sabotage”, Bussenghi e Bernasconi sono uniti da una missione speciale che coinvolgerà la Svizzera intera...
Flavio Sala: “Sì, è così. E non ci sono solo Svizzera e Italia, parliamo anche di Röstigraben per far dialogare le quattro regioni della Confederazione! I ticinesi sono Bernasconi e Veronelli, Joas Balmelli è un vallesano, Maria Victoria Haas la romancia, Werner Biermaier e Leonardo Jelmini gli svizzero tedeschi. Tutto gira intorno a una squadra di donne e uomini scelti, che il Consiglio federale ha mandato in missione in un paese straniero, che potete facilmente immaginare. Il sapore del cioccolato elvetico è in pericolo e toccherà a… noi entrare in azione. Su come entri in scena il Bussenghi, mi avvalgo però della facoltà di non rispondere!”.
In che cosa “Frontaliers Sabotage” è diverso dal film del 2017, “Frontaliers Disaster”?
Paolo Guglielmoni: “Questo “Sabotage” è un film più “largo”: più location, più azione, più spazi aperti e nuovi personaggi che affiancano Bussenghi e Bernasconi. È un film che tocca le radici e l’unicità del nostro Paese quadrilingue. La prova? Metà delle riprese hanno avuto luogo su una montagna iconica per noi svizzeri: il San Gottardo: abbiamo girato nelle caserme Forte Airolo, Bedrina, Motto Bartola e sulla Tremola”.
Per chiudere, il film è adatto a grandi e piccini?
Flavio Sala: “Assolutamente sì. La commissione cantonale preposta lo ha decretato ufficialmente: “Frontaliers Sabotage” è un film per tutti, dai 3 ai 133 anni. È un film per la famiglia intera (bambini, genitori e nonni), senza parolacce né volgarità”.
“Frontaliers Sabotage“ e le novità cinematografiche
Indovina chi viene al cinema 03.01.2026, 12:45
Contenuto audio
Sul Play RSI puoi rivedere il primo film “Frontaliers Disaster”, le interviste al cast e il dietro le quinte del nuovo film.
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