Basta qualche cifra per capire di che cosa stiamo parlando: nei prossimi anni gli over 65 aumenteranno esponenzialmente ovunque in Svizzera. Il Ticino è particolarmente toccato dal fenomeno: entro il 2050 il numero di persone con più di 80 anni raddoppierà. Poche persone attive, tante persone sempre più fragili che andranno accompagnate, seguite, aiutate. E che costeranno sempre di più. Inutile girarci intorno, quello dell’invecchiamento della popolazione è un problema economico non di poco conto e gli interrogativi che si pongono sono tanti: in futuro ci sarà posto per tutti nelle case anziani? Quanto costerà restare a domicilio? E che ruolo avranno le strutture private? Tutte domande che affronta la serata speciale di Patti chiari, partendo come di consueto dalle storie dei cittadini.
Il dilemma: domicilio o casa anziani?
A parlare sono persone anziane ma anche familiari curanti, spesso presi tra la preoccupazione per la salute dei loro cari e quella legata alle finanze. Meglio tenere l’anziano al suo domicilio o trasferirlo in un istituto di cura? I costi in entrambi casi possono diventare un vero e proprio incubo.
In casa anziani
Le case anziani ticinesi applicano tariffe differenziate in base al reddito: si va dagli 84 franchi al giorno per le persone con redditi modesti a oltre 160 per la cosiddetta classe media, spesso proprietaria di un bene immobiliare che entra in linea di conto per il calcolo della retta. Proprio su questo punto si discute da tempo anche a livello politico: è giusto che chi è proprietario di una casa si ritrovi a pagare oltre 5 mila franchi al mese di retta in casa anziani? È corretto penalizzare tutta una parte della popolazione ticinese che l’abitazione se l’è magari costruita con tanti sacrifici?
Grossa novità in vista per il calcolo delle rette?
Domande a cui il Consiglio di Stato ticinese risponderà presto con un cambiamento importante: il direttore del Dipartimento sanità e socialità Raffaele De Rosa ha annunciato questa sera che da quest’anno il reddito da sostanza immobiliare non verrà più preso in considerazione per il calcolo delle rette. Insomma chi ha la casa non sarà più penalizzato. Resta da capire come si farà a finanziare le case anziani, che già oggi fanno fatica a fare quadrare i conti. Chi passerà alla cassa?
L’assegno grandi invalidi: una questione controversa
C’è poi anche un’altra questione che crea malumori: è quella legata al cosiddetto Assegno Grandi Invalidi. Questo contributo finanziario è federale ed è volto a aiutare l’anziano fragile quando vive al proprio domicilio, in base alla sua situazione medica. La cosa che molti anziani non sanno è che quando entrano in casa anziani questi soldi non restano a loro per far fronte alle spese, ma vengono incassati dall’istituto di cura, a complemento della retta e per coprire i costi globali. Questa prassi non è comune a tutta la Svizzera: alcuni cantoni la applicano, come ad esempio Vallese e Vaud, altri no.
Le sfide dell’assistenza a domicilio
Ma se pensate che per chi sceglie l’altra strada, quella del mantenimento a domicilio dell’anziano, le cose vadano meglio, beh, vi sbagliate. Migliaia di franchi al mese per badanti e cure a domicilio, tante spese non coperte dalla cassa malati e tanto lavoro, non retribuito, per i familiari curanti. Quelli che hanno voluto raccontare la loro storia a Patti chiari esprimono delusione e amarezza. Spesso si tratta di giovani pensionati che mettono a disposizione tutto il loro tempo, e molto spesso anche i loro soldi, per i loro cari. Gli aiuti ci sono ma ottenerli è difficile: burocrazia a non finire e soprattutto tempi di attesa molto lunghi, un vero e proprio controsenso quando si parla di persone molto in là con gli anni.
La pianificazione cantonale e gli aiuti finanziari
Il Canton Ticino nella sua pianificazione integrata per gli anziani 2030 punta molto sul mantenimento a domicilio: un obiettivo che si potrà raggiungere se si terranno in considerazione le richieste di sostegno, anche finanziario, dei familiari curanti. Alcuni Cantoni svizzeri stanno concretizzando questo genere di aiuti. Il Canton Grigioni prevede un assegno mensile per retribuire il lavoro del familiare curante. Anche qui però ci vogliono i soldi. E bisogna sapere dove trovarli.
Il settore privato: nuove soluzioni e partnership
In questo contesto così complesso entrano in gioco anche grandi gruppi privati, che propongono soluzioni nuove a misura di anziano come quelle degli appartamenti protetti e che si offrono come partner per l’ente pubblico. Giusto? Sbagliato? Quali collaborazioni si possono creare? Anche su questo punto la discussione è aperta.
Un rompicapo politico ed economico
Insomma, trovare soluzioni eque per tutti in una società che invecchia è un rompicapo che le autorità devono risolvere. E ogni decisione presa sembra sempre scontentare qualcuno. Quello degli anziani, c’è da scommetterlo, sarà uno dei grandi dossier politici ed economici dei prossimi anni.






