La terra, la storia, la vita

di Massimo Zenari

Nel 1922 il futuro Premio Nobel T.S. Eliot ha 34 anni. Ha studiato a Harvard, alla Sorbona, a Oxford. Gli Stati Uniti sono lontani, ha vissuto la Grande guerra nel Regno Unito, che diventerà la sua patria di adozione. Sono anni difficili. È in un sanatorio di Losanna che cerca di curare un grave esaurimento nervoso, e si aggrappa alla scrittura. Torna a casa con “The Waste Land” sotto il braccio, un’opera fondamentale del Novecento. “La terra desolata” fa ora ritorno in una nuova traduzione curata dalla poetessa Carmen Gallo, docente di letteratura inglese alla Sapienza di Roma. Un’edizione importante, ricca di novità, a cominciare dal titolo, che sorprenderà: “La terra devastata” (il Saggiatore). Ma in questa puntata di Alice ci sarà spazio anche per un altro capolavoro tutto da (ri)scoprire: “La mia vita” dell’umanista Thomas Platter, un testo che segna l’inizio della letteratura svizzera di lingua tedesca - siamo nel 1572. Ce lo propone, ora, in lingua italiana, con un’importante postfazione, Mattia Mantovani (Armando Dadò). E, in conclusione, Massimo Raffaeli ci inviterà alla lettura di un’autrice molto amata, Annie Ernaux, che nei suoi libri ha reinventato le possibilità dell’autobiografia, della quale è appena stato tradotto uno dei libri maggiori, “La donna gelata” (L’orma).