«Maestro dallo sguardo magnetico, artista rigoroso e visionario, genio del palcoscenico». È così che i critici hanno salutato Carlo Cecchi, attore protagonista del teatro, ma anche del cinema italiano degli ultimi sessant’anni, scomparso venerdì scorso a due giorni dall’87esimo compleanno. Nato a Firenze nel ’39, comincia a fare teatro a Napoli, durante gli studi. Dopo aver lavorato con Eduardo fonda nel 1971 la cooperativa Granteatro, poi è soprattutto attore e regista dei grandi classici, da Shakespeare a Checkov fino a Brecht e Beckett.
Oltre a un paio di esperienze a fine anni ’60, è soprattutto negli anni ’90 che Carlo Cecchi si dedica al grande schermo, in Morte di un matematico napoletano di Mario Martone e poi con Cristina Comencini e Ferzan Ozpetek. Lo ha ricordato l’attore Tommaso Ragno.
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