Da qualche mese, diversi attivisti del gruppo di azione diretta Palestine Action, detenuti in carcere, hanno iniziato uno sciopero della fame contro la loro condizione processuale e per il diritto alla libertà d’espressione. Quando l’azione viene repressa e la parola delegittimata, resta l’esposizione fisica, la vulnerabilità trasformata in atto politico: un contesto in cui il corpo umano riemerge come luogo centrale del conflitto.
Ne abbiamo parlato ad Alphaville con Giulio Marcon, scrittore e saggista, autore per Altreconomia di L’aiuola che ci fa tanto feroci. Antologia contro la guerra: pacifismo, obiezione di coscienza, disobbedienza civile, e con Paola Caridi, giornalista e saggista e autrice del libro Sudari, uscito lo scorso settembre per Feltrinelli.
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