Tra il 1993 e il 1995, durante l’assedio di Sarajevo, centinaia di stranieri avrebbero pagato somme elevate per sparare contro civili bosniaci, prendendo temporaneamente il posto dei cecchini serbi. Un listino prezzi macabro stabiliva che i bersagli più “costosi” erano i bambini, seguiti da donne e anziani. Per anni la vicenda è stata considerata una leggenda, ma oggi la procura di Milano, insieme alle autorità francesi, svizzere e belghe, sta indagando sulla base delle rivelazioni del documentario Sarajevo Safari di Miran Zupanič e del libro I cecchini del weekend di Ezio Gavazzeni.
Secondo queste fonti, circa 500 persone avrebbero partecipato a questo “turismo di guerra”, di cui 230 italiani. Tra gli ospiti in trasmissione lo stesso Gavazzeni e il giornalista Thomas Miglierina, esperto di Balcani.
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