Siamo abituati a pensare a Samuel Beckett come al drammaturgo della sottrazione visiva. Eppure, la sua rivoluzione più intima e radicale è passata spesso dall’orecchio. A ricordarcelo è la nuova edizione dei “Radiodrammi”, recentemente pubblicata da Einaudi. Il volume è curato da Gabriele Frasca, saggista, poeta, docente di Letterature comparate e Media comparati all’Università di Salerno. Frasca è un punto di riferimento per gli studi beckettiani in Italia, è già curatore e traduttore del monumentale Meridiano Mondadori (Romanzi, teatro e televisione) e, sempre per Einaudi, delle Poesie e del romanzo Watt.
Robin Pellanda ha intervistato Gabriele Frasca per capire perché i radiodrammi costituiscono una parte centrale per conoscere e comprendere davvero Beckett.
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