Alessandro Manzoni
Alphaville

Leggere I promessi sposi a scuola

Il valore di un incontro

  • Oggi
  • 25 min
  • Barbara Camplani e Cristina Artoni
  • Imago Images
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Manzoni va salvaguardato o posticipato o addirittura espulso dal programma liceale?

La lettura precoce dei Promessi sposi rischia di frustrare alunni ed alunne, e questo fin dal suo celeberrimo incipit: «Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno…» Secondo le confessioni di un docente di liceo in Italia: «i miei attuali studenti quindicenni hanno bisogno che gli sia spiegato: 1. Che con la parola “ramo” non ci si riferisce a un albero. 2. Cosa significa “volgere”. 3. Cosa indichi il mezzogiorno quando non indica le ore 12. 4. Dove sia Como».

In Italia le nuove Indicazioni Nazionali per la letteratura hanno stabilito che I Promessi sposi dovranno essere studiati al quarto anno della scuola superiore e non al secondo, come previsto fino ad ora. Una scelta che ha scatenato un gran dibattito sulla preparazione degli adolescenti oggi, sulle difficoltà e sulle frustrazioni degli insegnanti e anche sulla didattica, accusata da alcuni di essere antiquata o inadeguata. Al centro della diatriba – appunto – I promessi sposi, il romanzo storico considerato uno dei massimi capolavori della letteratura italiana, ma anche il libro più detestato da alunni e alunne.

Ad “Alphaville” ci siamo confrontati con due scrittori e docenti ticinesi: Tommaso Soldini (Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona) e Andrea Fazioli (Liceo Diocesano di Breganzona).

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