18th edition of the Turin International Book
Alphaville

Salone pieno, librerie vuote

I libri sono ancora il fulcro dei festival letterari?

  • Oggi
  • 27 min
  • Cristina Artoni
  • Imago Images
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Non si poteva camminare, certi giorni del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026: tanto numeroso era il pubblico. Ma il pubblico che visita il festival, fa le file per gli autografi, accorre agli incontri con i suoi idoli letterari, è anche un pubblico che legge? Il calo di mercato registrato dall’editoria italiana nel 2025 (3% di copie vendute in meno rispetto al 2024, che corrisponde a 3 milioni di volumi) suggerisce di no. Forse il pubblico, più che alla lettura, si sta appassionando di più alle persone in carne e ossa che scrivono questi libri, ormai così onnipresenti sui canali sociali e facilmente raggiungibili. Gli elementi da considerare sono tanti, e quindi chiediamo aiuto ai nostri ospiti. In conversazione ad “AlphavilleAndrea Colamedici, filosofo, co-fondatore del progetto e casa editrice Tlon, co-direttore filosofico del Festival del Pensare Contemporaneo, e Marino Sinibaldi: critico letterario, co-fondatore del programma sui libri Fahrenheit, che ha condotto a lungo su “Rai Radio 3”, e ora curatore del podcast Timbuctu per “Il Post” e Nicola Lagioia, scrittore pluripremiato tra i suoi romanzi ricordiamo LA FEROCIA e LA CITTA’ dei VIVI, e’ tra i conduttori di Pagina3, di “Rai Radio 3”, direttore editoriale della rivista “Lucy sulla cultura”, co-fondatore del blog letterario “Minima et Moralia”, è stato direttore del Salone del Libro di Torino e fino al 2017.

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