Le origini della parola “ecatombe” sono da rintracciare nell’antica Grecia: un sacrificio di cento buoi, (ekaton bus, ovvero cento buoi), in onore degli dei. Oggi, più di duemila anni dopo, quello che accade ad Acquapendente (Viterbo) è molto più che un’ecatombe, perché le vittime nel più grande macello ovino d’Europa sono più di ottocentomila ogni anno. Un gruppo di tre attiviste ticinesi del gruppo Ticino Animal Save si è recato proprio al macello di Acquapendente, insieme ad altre associazioni provenienti da varie parti d’Europa, per una protesta pacifica: una veglia antispecista sulla mattanza degli agnelli, che vede il suo apice proprio in queste settimane, all’avvicinarsi del periodo pasquale.
Ne abbiamo parlato con Sofia Steffen, fondatrice del gruppo Ticino Animal Save e fotoreporter, e Anek Speranza, attivista del gruppo e videomaker.
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