La sentenza che apre la puntata di Bourbon Street è una morbida ballad tratta dall’ultimo album della sassofonista cilena Melissa Aldana, Filin, in cui il feeling è garantito da una band di tutto rispetto impreziosita dalla presenza del grande pianista cubano Gonzalo Rubalcaba.
Cosa succede quando un serio ostacolo – nella fattispecie una neuropatia – ti impedisce di continuare a suonare il tuo strumento? O ti abbatti, o ti reinventi. Vance Thompson, brillante trombettista e compositore, ha scelto la seconda via. Dopo alcuni anni di assenza si ripresenta al pubblico con un nuovo disco, dal titolo emblematico, Lost and Found (perso e ritrovato) in cui si esibisce in maniera molto efficace al vibrafono.
James Fernando, pianista poco più che trentenne, definito da molti critici come «un compositore prodigiosamente dotato e un virtuoso del suo strumento», si appresta a pubblicare il suo sesto album in trio. Philly 3 sarà disponibile alla fine di febbraio.
L’Heisenberg Uncertainty Players è un collettivo di 17 musicisti guidati dal compositore e arrangiatore John Dorhauer. Pochi giorni fa è uscito Return To The Enchanted Forest, secondo lavoro di questa notevole big band di Chicago.
In My Dreams è un antipasto del disco che Bill Frisell si regalerà per il suo 75mo compleanno. Per l’occasione lo straordinario chitarrfista si fa accompagnare da alcuni dei suoi più fidati amici e collaboratori, tra cui spicca il violino di Jenny Scheinman.
Infine, Isla Feliz testimonia il primo incontro tra due dei più luminosi talenti della chitarra – Matteo Mancuso e Antoine Boyer, 60 anni scarsi in due – che uniscono le forze per un assaggio di Route 96, secondo album ufficiale del musicista palermitano in uscita alla fine di aprile.
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