(Keystone)

Don Pablo, fatti e misfatti del bandito più famoso del mondo

Sceneggiato radiofonico e regia di Guido Piccoli

DOMENICA IN SCENA
Da domenica 02 dicembre a domenica 16 dicembre 2018 ore 17:35
 

Con: Claudio Moneta (Escobar), Giulia Lazzarini ( la madre), Gabriella Borri (la moglie), Antonello Governale (Roberto), Claudio Ridolfo (Otto), Marco Balbi (Mugre), Giorgio Bonino (Popeye), Lorenzo Scattorin (Chopo), Mario Cei (Angelito), e con Franco Graziosi,  Marcomario De Notaris, Riccardo Zinna, Francesca Cassola, Iacopo Sarno, Davide Garbolino, Alessandra Raichi, Alessandro Quasimodo, Patrizia Salmoiraghi, Augusto di Bono, Oliviero Corbetta, Antonio Angrisano, Massimiliano Zampetti, Gianmario Arringa,Federico Caprara, Chiara Petruzzelli, Marco Costantini, Riccardo Merli, Marco Lugli, Andrea Brancone, Tatiana Winteler, Marco Trovesi, Cristina Bianchi, Marco Ballerini, William Hurtado, Maira Ramelli.
Presa del suono editing e sonorizzazione Angelo Sanvido
Produzione Francesca Giorzi
(PROD RSI 2003)

 

A 25 anni dalla sua morte (02.12.1993), Pablo Escobar si conferma il bandito più famoso, straordinario e soprattutto ambiguo della storia recente: criminale spietato ma anche familiare amorevole, narcotrafficante ingegnoso ma anche mecenate sociale.

Un uomo eccessivo in tutto fin da quando liceale (figlio di un contadino e di una maestra rurale) capeggiava le proteste della sua scuola di giorno, mentre di notte nei cimiteri rubava, per poi rivenderle, le lapidi di marmo. Venne ucciso sul tetto di una casa di Medellín, dove si trovava per cercare esilio estero per la moglie e i due figli, un atto che lo portò ad esporsi e che gli risultò fatale.

Le sue abilità lo portarono a diventare uno dei dieci uomini più ricchi del mondo (secondo le riviste statunitensi "Forbes" e "Fortune") ad essere eletto deputato del partito liberale e a trasformarsi nel nemico numero 1 non solo dello stato colombiano, ma anche degli Stati Uniti e di tutte le sue polizie, oltre naturalmente che del cartello della droga nemico, quello di Cali, e dei paramilitari.

A Pablo Escobar sono stati dedicati negli ultimi anni film e sceneggiati, romanzi e saggi: opere spesso di grande successo come la serie “Narcos”, prodotta e trasmessa in tutto il mondo da Netflix.

Guido Piccoli, profondo conoscitore della Colombia fu il primo già nel 2003, a dedicarsi con “Don Pablo” alle avvincenti vicende che hanno caratterizzato la vita di Pablo Escobar sfociate lo scorso anno nella prima graphic-novel sul bandito, disegnata da Giuseppe Palumbo (già matita d’eccezione di “Diabolik”) e pubblicata in Francia da Dargaud e in Italia da Astorina-Mondadori.

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