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Donne e scienza: si può abbattere il soffitto di cristallo?

di Alessandra Bonzi

Lo scorso gennaio, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha stimato che, nel mondo, le donne percepiscono una retribuzione inferiore del 23% rispetto ai colleghi maschi. Una disparità di genere che non si ripercuote solo nei salari ma anche nelle carriere. Non fanno eccezione, quindi, neppure quelle scientifiche.

In generale in Europa le donne sono ancora gravemente sottorappresentate nelle posizioni di comando in campo accademico e scientifico. La media svizzera per le donne in posizioni accademiche di alto livello è del 16%, in Europa del 15%.

In Svizzera non c'è un divario significativo nell'istruzione, ma c'è un pronunciato divario di genere quando si tratta dei livelli superiori o manageriali e nella quantità di finanziamenti assegnati. La percentuale di studentesse di dottorato è in costante aumento, ma la percentuale di donne diminuisce significativamente ad ogni passo nella scala della carriera accademica.

Il Fondo Nazionale svizzero per la ricerca scientifica ha da qualche anno messo in atto degli strumenti per cambiare direzione ed incoraggiare scienziate e ricercatrici di talento.

Ne parliamo al "Giardino di Albert" con due ricercatrici attive nel nostro paese: Daniela Latorre, ricercatrice presso l’Istituto di Microbiologia all’ETH di Zurigo ed Emiliana Fabbri, senior researcher presso il Paul Scherrer Institute.

Ci racconteranno la loro vita, la loro professione, i traguardi raggiunti, i sogni che ancora vogliono realizzare.

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