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Gli elettrosensibili… malati immaginari?

di Barbara Camplani

Secondo uno studio commissionato nel 2004 dall’Ufficio federale dell’ambiente, il 5 % della popolazione svizzera dichiara di essere "elettrosensibile", cioè di provare dei disturbi alla salute che attribuiscono alle onde elettromagnetiche.

Un dato preoccupante, se consideriamo che siamo costantemente immersi in campi di radiazioni elettromagnetiche: cellulari, antenne di telefonie, forni a microonde, wi-fi, orologi smart, dispositivi elettronici vari, eccetera. Ciò nonostante, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come la Svizzera e tutti i paesi del mondo all’eccezione della Svezia, non riconosce l’elettrosensibilità come una malattia o una disabilità. Perché no? Siamo davvero certi che queste radiazioni non possano avere degli effetti negativi sullo stato di salute di alcune persone?

Si tratta di una questione aperta e "scomoda", soprattutto oggi, in vista dell’arrivo della nuova tecnologia 5G, su cui abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza scientifica, grazie all’aiuto del dottor Peter Kälin, presidente dell’Associazione svizzera dei medici per l’ambiente; della con la dottoressa Anna Zucchero, già presidente dell’Associazione italiana elettrosensibile; dell’ingegnere Samuel Poretti, ricercatore senior dell’Istituto sistemi e elettronica applicata della SUPSI e dell’Ufficio federale dell’ambiente, che ha inviato delle risposte scritte alle nostre domande, rifiutandosi di rilasciare interviste.

 

Per ulteriori informazioni o per richiedere aiuto in caso di presunta elettrosensibilità, qui le pagine web della Confederazione dedicate all’elettrosmog e agli elettrosensibili:

https://www.bafu.admin.ch/bafu/it/home/temi/elettrosmog/in-breve.html
https://www.bafu.admin.ch/bafu/fr/home/themes/electrosmog/dossiers/aide-personnes-electrosensibles.html

 

 

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