Voyager Golden Record
Voyager Golden Record (Keystone)

Il disco volante che partì dalla terra

di Clara Caverzasio

La vera storia del Voyager Golden Record ®

Giovedì 27 giugno e giovedì 04 luglio 2019

Da pochi giorni la sonda Voyager II, lanciata ben 40 anni fa assieme alla gemella Voyager 1 con l’obiettivo di esplorare il sistema solare e lo spazio interstellare, è uscita dal nostro sistema solare per entrare nella vastità del cosmo, fuori dall’influenza del Sole.

Nel suo lungo viaggio non si è limitata a sorvolare come la gemella i quattro pianeti del sistema solare esterno, - Giove Saturno Urano e Nettuno -, ma li ha anche visitati, riuscendo così a vedere (e immortalare) gli anelli di Giove, Urano e Nettuno. Ha inoltre scoperto vulcani attivi oltre la Terra, trovato indizi circa la presenza di oceani oltre il nostro pianeta, e altro ancora. Le due sonde hanno così battuto ogni record dell’esplorazione spaziale, diventando la missione di più lunga durata e più lontana mai realizzata dall’essere umano, e che ci ha offerto migliaia di fotografie davvero spettacolari della nostra galassia. 

E ora, superati i confini del Sistema solare, Voyager 2 continua a viaggiare imperturbata verso lo spazio interstellare, portando con sé, come la gemella Voyager 1, il glorioso Voyager Golden Record, un disco d’oro su cui sono incise le principali informazioni relative alla specie umana e alla vita sulla Terra. Un disco simile a un 33 giri, che deve essere riprodotto da un grammofono, all’apparenza una tecnologia obsoleta, ma l’unica, nel ’77 in grado di contenere tante informazioni diverse: all’interno dei solchi del disco sono infatti riusciti anche a codificare immagini (118) e testi oltre a immagazzinare 90 minuti di musica e 12 minuti  di suoni e rumori. Inoltre, la tecnologia meccanica che sta alla base del funzionamento del disco d’oro, dà una garanzia di lunga durata: un miliardo di anni prima che si deteriori a causa delle radiazioni cosmiche. E grazie all’aggiunta di Uranio 238, un isotopo radioattivo, il disco svolge anche la funzione di calendario: calcolandone il decadimento si può infatti stabilire quando il disco è partito dalla terra. Una sorta di "capsula" del tempo destinata a eventuali intelligenze extraterrestri che dovessero incrociarne la rotta. Di questo progetto tra i più visionari della storia della scienza, - dietro al quale c’era l’astronomo Carl Sagan, uno dei promotori di SETI, il celebre programma dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre -,  ci parlano Gaetano Cappa, autore, produttore, regista e compositore, e Marco Drago, autore radiofonico, copywriter, giornalista, scrittore: il duo radiofonico autore di uno show radiofonico che si intitola "Una playlist per gli alieni " ora diventato anche radiodramma che andrà in onda sulla Rete Due dal titolo Il disco volante che partì dalla terra:  la vera storia del Voyager Golden Record.

Prima emissione giovedì 10 e 17 gennaio 2019

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