La talidomide: una storia tragica

di Fabio Meliciani

È una storia, spesso dimenticata, che parla di vita, di scienza, di errori e gravi ritardi; una storia che solleva domande, insinua dubbi, ma, soprattutto, che ha condizionato l’esistenza di decine di migliaia di neonati, oggi adulti, e delle loro madri, e che, dopo sessant’anni, per molti, non è ancora chiusa. Alla fine degli anni ‘50 del secolo scorso la ditta tedesca Grünenthal mise in commercio un farmaco, considerato “innocuo”, per le donne incinta, per alleviare le fastidiose nausee dei primi mesi. Ingrediente centrale del farmaco era una molecola chiamata “talidomide”. Fu l’inizio di quella che molti hanno definito la più grande tragedia e il peggior scandalo della storia dell’industria farmaceutica. Quel farmaco, purtroppo, causò un numero imprecisato di aborti e gravi malformazioni per decine di migliaia di bambini. Sessant’anni fa, la talidomide fu ufficialmente ritirata dal mercato. Eppure, ancora oggi, farmaci a base di talidomide circolano, legittimamente o meno, e recenti scoperte scientifiche hanno riportato interesse su questa storia, che tocca tutti noi, ma soprattutto le vittime ancora in attesa di un riconoscimento troppo tardivo. Al "Giardino di Albert" proveremo a ricostruire i passaggi salienti di questa drammatica vicenda, accompagnati dalla prof.ssa Luisa Guerrini, dell’Università Statale di Milano, che da molti anni dedica il proprio lavoro di ricerca alla talidomide e alla causa delle persone talidomidiche, e che ha scoperto il meccanismo alla base dell’azione molecolare che causa le terribili malformazioni.