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Nanomondi

di Marco Pagani

Sappiamo come lo stupore dei primi uomini nel guardare il cielo stellato sia stato uno degli impulsi più forti che hanno spinto la nostra specie a interrogarsi su sé stessa, e sul suo posto nell’universo. La pratica dell’astronomia, quando ancora era un tutt’uno con l’astrologia, è forse la scienza più antica sviluppata dell’essere umano.

Al contrario, il nostro sguardo si è rivolto all’infinitamente piccolo molto più di recente, con l’invenzione del microscopio. Che ha permesso per la prima volta di osservare ciò che prima era solo motivo di congetture. La scienza dell’infinitamente piccolo si è però evoluta con grande rapidità, portandoci oggi non solo ad osservare, ma anche a modificare e costruire strutture della dimensione di pochi atomi.

Quello microscopico è un mondo dove i confini tra chimica, biologia, fisica e filosofia diventano evanescenti, smettono quasi di avere significato. Dove i numeri vanno oltre la nostra capacità di comprensione. Dove è quasi impossibile distinguere la vita dalla non-vita.

Ci facciamo accompagnare in questo viaggio alla scoperta di virus, microcircuiti e macchine molecolari da Gianfranco Pacchioni: chimico, docente universitario, accademico dei Lincei, dal 2013 al 2019 prorettore per la Ricerca della Università degli Studi di Milano-Bicocca. Autore di oltre 500 pubblicazioni nel campo dei nuovi materiali e delle nanotecnologie, nonché del recentissimo “Il nanomondo dai virus ai transistor”. Edizioni Dedalo, collana “le grandi voci”.

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