In occasione del decennale della morte di David Bowie, Hoepli pubblica un volume che ne ripercorre la parabola artistica e umana. “David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo” è un’opera di quasi quattrocento pagine a firma di Paul Morley, storico critico e saggista britannico, nonché cofondatore degli Art of Noise.
Il libro, a cura di Ezio Guaitamacchi, si apre con una prefazione firmata da due fan d’eccezione come Manuel Agnelli e Paolo Fresu, e si articola in ottanta brevi capitoli che scandagliano i percorsi pubblici e privati di un artista la cui eredità appare oggi persino più ampia di quella di Dylan. Bowie non fu soltanto un musicista (e un attore, un pittore, uno scultore) ma un modello di anthropos, che ha frantumato certezze consolidate sull’arte e lo spettacolo, i generi musicali e sessuali, sull’identità, l’autenticità e la centralità dell’autore. Cronista del proprio tempo, Bowie ha anticipato gli sviluppi della cultura di massa e dei mutamenti tecnologici che avrebbero dato corpo alla profezia di Warhol: mentre cantava «we can be heroes just for one day», dava il buon esempio guidando – come un moderno pifferaio di Hamelin - un esercito di fan dentro la società dello spettacolo.
L’uomo delle metamorfosi, che fece della sua vita un’opera d’arte sulle orme di D’Annunzio, rivive in pagine dense di dettagli, citazioni, divagazioni che sconfinano nella storia, nella letteratura, nella filosofia, nella pittura ma anche nel gossip, in sintonia con un’esistenza irripetibile, consegnata all’eternità da una sterminata quantità di documenti scritti, sonori e visivi lasciati consapevolmente a futura memoria. Nel raccontare David Jones, Ziggy, il Duca Bianco, l’Uomo che cadde sulla Terra e altri “alter ego”, Morley illumina anche aspetti inediti di Marc Bolan, Syd Barrett, Lou Reed, Rick Wakeman, Marianne Faithfull, Cher, Iggy Pop, Eno, Sakamoto, James Brown, George Clinton oltre ai numerosi chitarristi che hanno lavorato per lui: da Mick Ronson a Carlos Alomar, da Robert Fripp a Nile Rodgers.
Il tutto è arricchito da suggestioni provenienti dai pensatori e dagli artisti che maggiormente lo hanno influenzato: Nietzsche, Baudelaire, Kerouac, Burroughs, Huxley, Ronald Laing, Lindsay Kemp, Keaton, Buñuel, Richard Strauss. Al termine della lettura, ci rendiamo conto di non aver soltanto appreso il come e il perché di un artista immenso, ma di aver compiuto un vero viaggio nella cultura pop globale, i cui misteri ci vengono svelati attraverso lo sguardo di uno dei suoi eroi più rappresentativi.
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/703722





