Sjaella (“anima” in svedese) è un ensemble vocale formato da giovani donne, formatosi a Lipsia nel 2005. Da allora le sei musiciste sono una presenza fissa sulla scena internazionale. Col loro canto a cappella hanno inciso numerosi album che spaziano dalla musica barocca al jazz, da melodie sacre a standard del pop, dalle folk song del Nord Europa a brani originali. Meridiane - spoken (Fuga Libera) è il loro ultimo lavoro ed è il secondo capitolo di una serie dedicata alle musiche tradizionali del mondo. La peculiarità di questo “concept album” è la scelta del repertorio: tutti i brani sono cantati in lingue appartenenti a minoranze linguistiche, molte delle quali a rischio di estinzione: il bretone, il sorbiano (lingua slava parlata in Lusazia), il nahuatl (antica lingua azteca), il gaelico irlandese, il livone (conosciuto nell’area fra Lettonia ed Estonia ma estinto nel 2013), il basco, l’yiddish e il griko. In tutte queste lingue le Sjaella interpretano canzoni e danze della tradizione e popular song riconosciute dalle varie comunità. In presenza dei soli testi, la melodia è stata aggiunta da autori contemporanei così come gli arrangiamenti, realizzati da più musicisti, che solo in alcuni casi prevedono l’aggiunta di percussioni alle voci di Viola Blache, Maria Fenske, Franziska Eberhardt, Marie Charlotte Seidel, Luisa Klose e Helene Erben. Durante i loro viaggi le cantanti hanno incontrato i parlanti nativi o i loro discendenti che le hanno aiutate nella ricerca dei brani e nella pronuncia. Il risultato è sorprendente: prima della musica arrivano i suoni di lingue sconosciute che trasportano lontano nel tempo e nello spazio, in contesti spesso ai margini della civiltà, dove lottano per sopravvivere. Un piccolo aiuto può arrivare anche dalla musica e dalla curiosità suscitata da album come questo.
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/703722





